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ARCHIVIO CRONACHE CONSILIARI |
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COMUNE DI ATRIPALDA |
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30-09-
2004 -
I Consiglieri comunali di
Forza Italia-Alleanza Nazionale, in sede di discussione sul bilancio
dell'Ente, hanno presentato il seguente documento:
"In considerazione del vorticoso incremento delle spese che il Comune
deve sostenere per fronteggiare situazioni giudiziarie che vedono l’Ente
alternativamente impegnato sia come attore che come convenuto; in
considerazione dell’articolato della delibera di Giunta comunale n. 156
del 22 settembre 2004 avente ad oggetto “Variazione al Bilancio di
previsione 2004 – Denuncia maggiori entrate ed utilizzo quota avanzo di
amministrazione” in base alla quale delibera dell’avanzo di
amministrazione ammontante complessivamente ad € 180.000 una
considerevole quota pari a € 120.000 viene destinata a fronteggiare gli
oneri legati a liti giudiziarie per le quali in sede di bilancio di
previsione 2004, in aggiunta a quanto già deliberato in sede di bilancio
2003, erano stati riservati ulteriori € 50.000; in considerazione del
dato oggettivo che vede il Comune esposto in ordine a questo particolare
capitolo di bilancio per circa mezzo miliardo delle vecchie lire per
liti ancora da definire; chiedono ai sensi dell’art. 13 dello Statuto
comunale l’istituzione di una Commissione consiliare di controllo al
fine di operare una necessaria ricognizione della complessa ed onerosa
vicenda relativa a tutte le situazioni di contenzioso in atto".
La richiesta, motivata dalla necessità di fugare le ombre che si addensano
sulle modalità della gestione del contenzioso, è stata respinta dagli
uomini dell'Ulivo. Ogni commento risulterebbe superfluo.
14-04-2004 - Il Consiglio comunale di Atripalda ha adottato – con il voto favorevole della maggioranza – il nuovo regolamento per l’esercizio delle attività di barbiere e parrucchiere. Le modifiche sostanziali – come si legge nel dispositivo di delibera consiliare n. 10 - riguardano: a) l’eliminazione del fattore distanza lasciando libero spazio alla bravura, alla creatività e, quindi, alla libera concorrenza; b) l’eliminazione della Commissione consultiva. Il provvedimento, varato senza l’assistenza delle competenti organizzazioni sindacali, è stato contestato e bocciato dal gruppo FI-AN per i seguenti motivi: 1) l’eliminazione del fattore distanza penalizza gli operatori del settore già presenti sul mercato; 2) la libera concorrenza ipotizzata dall’Assessore al Commercio, il socialista Ulderico Pacia, è destinata a trasformare il settore in una vera e propria giungla che inevitabilmente vedrà soccombere l’artigiano più debole; 3) la prevedibile richiesta di nuove licenze nel centro abitato della Città renderà i quartieri periferici (Tiratore e Alvanite) ancora più isolati; 4) l’adozione del nuovo regolamento deliberata alla vigilia di un importante turno elettorale non rende onore alla trasparenza amministrativa ove si considera che viene prevista l’immediata concessione di altre licenze.
14-04-2004 - La Giunta ulivista continua a scrivere il libro dei... sogni. In sede di presentazione del programma triennale (2004-2006) relativo ai lavori pubblici, l'Esecutivo municipale ha sciorinato una serie di opere da realizzare, il tutto subordinato all'erogazione di finanziamenti regionali, statali ed europei. Pensando alle "grandi" opere che difficilmente vedranno pratica attuazione nel periodo indicato, l'Amministrazione perde di vista antiche problematiche cittadine: il fiume Sabato continua a scorrere in... sofferenza, la contrada Alvanite vive un momento di inquietante degrado, il parco archeologico ed il centro storico non decollano, lo stato di conservazione di Palazzo Caracciolo e dell'ex cinema Ideal peggiora progressivamente a causa dell'incapacità dell'Amministrazione di risolvere antiche vertenze con i rispettivi proprietari, le strade cittadine si trovano in condizioni di estremo dissesto, e l'elenco delle opere che attendono interventi urgenti potrebbe continuare.
UNA PAGINA NERA PER LA DEMOCRAZIA
20-01-2004 - I gruppi consiliari che si riconoscono nell'Ulivo - e cioè ex democristiani, ex comunisti ed ex socialisti - tutti insieme e tutti al comando del solito "puparo" hanno sottoscritto la pagina più nera che la vita democratica atripaldese abbia conosciuto dal dopoguerra a venire avanti. Una pagina di fronte alla quale le iniziative dei podestà fascisti impallidirebbero in fatto di rispetto della volontà popolare. La volontà di mille cittadini che hanno chiesto liberamente di andare al referendum per decidere in ordine al futuro del "mercato del giovedì" è stata calpestata nel momento in cui si è inteso manomettere, con arroganza e prepotenza, il quesito posto alla base della petizione referendaria, manomissione che - avallata dalle discutibili interpretazioni dei regolamenti comunali fornite dalla Segreteria Generale del Comune - nei fatti, in virtù della cervellotica integrazione apportata, ha trasformato il richiesto referendum consultivo in referendum propositivo. Anche se a colpi di maggioranza ha imposto la modifica del quesito (e questa "imposizione" è al vaglio della magistratura), l'Ulivo - comunque - non ha potuto evitare di indire il referendum sulla piazza, strada questa che sicuramente non avrebbe percorso se non fosse stato incalzato con decisione e convinzione dai gruppi di minoranza del centrodestra. Le tattiche e le maldestre manovre ostruzionistiche poste in essere dalla Giunta guidata dalla diessina Lina Rega sono negli atti del Comune, a prescindere dalle amenità dette in aula e nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa dai rappresentanti dell'Ulivo atripaldese. Al referendum si andrà, a dispetto di quanto ipotizzato dall’allegra compagnia di Gerardo Capaldo che nel programma elettorale aveva del tutto ignorato questo doveroso passaggio di consultazione popolare.
UN ASSESSORE "PUPO" IN... GIRO PER IL MERCATO
05-12-2003 - La maggioranza consiliare ostinatamente si è opposta alla richiesta dei gruppi di centrodestra di revocare la delibera di Giunta relativa al trasferimento del mercato settimanale da Piazza Umberto in contrada Santissimo, trasferimento che - attuato in vista dei lavori di rifacimento della piazza - appare immotivato in considerazione del fatto che i lavori stessi dovrebbero avere inizio nell'estate prossima. Sulla delocalizzazione della fiera del giovedì, in discussione da diversi mesi all'interno della maggioranza prima che si giungesse a metterla in atto, la Giunta ulivista ha palesato grande improvvisazione, esponendosi a forti contestazioni da parte di sindacati di categoria, cittadini e commercianti. In tutta la vicenda - caratterizzata da una serie di "ripensamenti" e "giri di valzer" - a rimetterci la faccia è stato l'Assessore al Commercio il cui operato è apparso a tutti telecomandato da una regia non eccessivamente... occulta, tanto da... meritare, lo sprovveduto amministratore comunale, l'appellativo di "assessore pupo". L'aspetto più inquietante è rappresentato dal fatto che il provvedimento di trasferimento è stato adottato sulla base di una semplice relazione dell'Ufficio tecnico del Comune, senza la preventiva consultazione del Consiglio comunale, come prescrive la legge regionale. A margine della decisione adottata dalla maggioranza, va rilevato che mille cittadini di recente hanno promosso un referendum popolare per stabilire se il mercato del giovedì debba rimanere o meno in Piazza Umberto dove si svolge dal lontano 1272, come risulta da atti legati a re Carlo d'Angiò. Questa circostanza dovrebbe suggerire al sindaco Rega di fermare ogni procedura in atto e di attendere il responso del referendum - che dovrebbe celebrarsi nel prossimo mese di aprile - in modo tale da poter dare inizio ai lavori della piazza a risultato referendario acquisito (il che potrebbe risultare utile ai fini della redazione del progetto esecutivo) provvedendo al trasferimento del mercato nell'immediata vigilia dell'apertura del cantiere. Questo significa ragionare secondo logica. Ogni diverso comportamento appare pretestuoso e finalizzato al raggiungimento di interessi particolari.
20-10-2003 - In sede di "aggiustamento" del bilancio comunale, la Giunta ulivista ha ritoccato alcune voci e così, per far tornare i conti, ha tolto denaro - già preventivato - agli anziani ed ai giovani ed ha impinguato le spese di rappresentanza. Una scelta unicamente scellerata che, unitamente alla maggiorazione del 25% del "servizio rifiuti", indica quanto bassa sia la cultura di governo dell'Ulivo atripaldese. Gli amministratori del centrosinistra, anziché preoccuparsi di ridurre i costi dei servizi pubblici (metano, pubblica illuminazione, erogazione acqua) con appositi accorgimenti che pure sono stati suggeriti dall'opposizione di centrodestra non sanno fare altro che appesantire gli oneri a carico della cittadinanza.
30-09-2003 - Con il voto unanime dell'aula l'Amministrazione comunale ha approvato il programma di valorizzazione del Centro storico per il quale sono previsti notevoli interventi finanziari da parte della Regione. Ancora una volta la maggioranza ulivista non si è sottratta alla discutibile procedura di conferire l'incarico tecnico con la chiamata "diretta", procedura che sicuramente è incompatibile con i principi fondamentali di trasparenza e di corretta gestione della cosa pubblica.
25-07-2003 - ll Consiglio comunale di Atripalda – convocato al di fuori di quanto espressamente previsto e prescritto dal regolamento consiliare in fatto di sedute estive dell’assise cittadina – ha ascoltato dall’assessore Pacia l’informativa sul trasferimento del mercato del giovedì. Quella della delocalizzazione del mercato è una telenovela che va avanti da lunghissimi mesi tra una serie di pensamenti e ripensamenti, dovuti all’incapacità dell’intero Esecutivo di dare una soluzione alla querelle, dato per scontato che le responsabilità della confusione creatasi in questo importante settore dell’economia cittadina non possono ricadere soltanto ed esclusivamente sulle spalle e la faccia di Pacia, ultimo anello di una catena estremamente fragile in fatto di cultura amministrativa. La discussione di questa sera ha preso il via dalla riunione dei capigruppo convocata dallo stesso Pacia il 4 luglio scorso. In quella sede venne fuori il duplice orientamento della maggioranza in ordine alla opportunità di sottoporre il provvedimento del trasferimento del mercato al vaglio del Consiglio comunale: contrari a questo passaggio istituzionale, previsto dalla legge, il sindaco Rega e l’assessore Aquino, favorevole a giungere in aula con una proposta da sottoporre al voto dell’assemblea l’assessore Pacia. Alla fine, ipotizzando di aver risolto con un escamotage questo dualismo procedurale, il Primo cittadino ha portato in Consiglio una “informativa” e non una proposta, mortificando la dignità dell’intero Consiglio comunale. Ritorniamo alla riunione dei capigruppo del 4 luglio scorso: al termine di quell’incontro, Pacia si impegnò con i rappresentanti dei gruppi consiliari a tenere con gli stessi un nuovo incontro al fine di andare in Consiglio comunale con una proposta unitaria. Il che non è avvenuto, anzi c’è di peggio sul piano della trasparenza istituzionale. Nel pomeriggio dello stesso giorno, a fronte dell’impegno assunto in mattinata dall’Assessore, vennero contattati telefonicamente dagli uffici comunali – evidentemente per conto dello stesso Pacia – gli ambulanti “anziani” per servizio ai quali dalla normativa vigente viene riconosciuta la priorità della scelta del nuovo “sito” in caso di delocalizzazione del mercato. A parte il fatto che non tutti gli “anziani” sarebbero stati contattati, c’è da segnalare – come riferiscono i rappresentanti della Confcommercio, le cui posizioni sono ben distinte e distanti dall’Assocampania – che gli ambulanti convocati presso il Comune, titolari della facoltà di scelta, al momento dell’indicazione dei “siti” avrebbero avuto l’amara sorpresa di sentirsi dire che gli stessi erano stati già assegnati. A chi? Al di là della correttezza procedurale dell’intera vicenda, in ordine alla quale la Confcommercio starebbe svolgendo accertamenti di natura legale, l’informativa dell’assessore Pacia – corredata di una relazione tecnica firmata da un dipendente comunale il cui profilo professionale sarebbe in contrasto con l’incarico avuto – avrebbe dovuto fornire al Consiglio spiegazioni in ordine al perdurare dell’esilio “coatto” degli ambulanti di via Fiume in contrada Santissimo considerato che: a) i lavori di rifacimento di arterie stradali che imposero il “momentaneo” trasferimento da via Fiume sono di fatto terminati nel mese di marzo; b) dei lavori di riqualificazione di Piazza Umberto - la superficie maggiore del centro urbano destinato a fiera - non si ha notizia certa. L'Assessore su questi punti essenziali è stato molto vago.
02-07-2003 - Una Sinistra senza identità quella che, nell'ambito della maggioranza ulivista, opera nel Consiglio comunale di Atripalda. Di fronte alla richiesta avanzata nell'ultima seduta del civico consesso dal gruppo di Forza Italia-Alleanza Nazionale di organizzare un incontro presso il Palazzo di Città tra l'Amministrazione comunale e le rappresentanze aziendali e sindacali della sede di Atripalda della "Valtellina s.p.a." i cui dipendenti vivono momenti di grande difficoltà, i Ds hanno preferito un percorso... alternativo e meno impegnativo. Respingendo l'iniziativa del centrodestra, finalizzata a porre l'Ente locale nelle condizioni di conoscere le reali cause di quanto sta avvenendo nella ditta di via Pianodardine dove prestano servizio cinquantadue dipendenti, i rappresentanti della Quercia si sono "accontentati" di inoltrare ai lavoratori che rischiano di finire sul lastrico un attestato di solidarietà che non poteva non essere sottoscritto dall'intero Consiglio comunale, manifestando subito dopo e con enfasi, in ordine ad altro argomento all'ordine del giorno, tutta la loro sensibilità per i cani ospiti del rifugio cittadino. Ogni commento risulterebbe superfluo.
16-05-2003 - La Giunta ulivista del Comune di Atripalda, a distanza di un anno dall'entrata in vigore del nuovo Piano Regolatore Generale della città, ha rimesso in... cantiere lo strumento urbanistico apportando una variante sostanziale che consentirà ulteriore cementificazione in quartieri già al limite della vivibilità. E' il caso di Contrada Spagnola. Con una discutibile ridistribuzione dei vani previsti dal Prg, l'Esecutivo di centrosinistra, a colpi di maggioranza, ha modificato - senza ascoltare le parti sociali (ambientalisti, categorie, cittadini) - l'assetto del territorio, suscitando forti reazioni da parte delle minoranze consiliari di centrodestra e forti critiche da parte del progettista del Piano, escluso in questa fase che è stata curata dall'Ufficio Tecnico Comunale su indicazione dell'assessore all'Urbanistica. Proprio in considerazione del giudizio negativo espresso dal progettista alla variante approntata dalla Giunta, i gruppi di centrodestra hanno chiesto al Sindaco di avere un incontro in aula con il tecnico che ha curato la stesura del Piano Regolatore Generale e che, commentando la variante, ha parlato di "interessi forti". La maggioranza, temendo evidentemente il confronto con il progettista, nel corso di un accesso dibattito consiliare si è opposta caparbiamente alla richiesta delle minoranze che per protesta hanno abbandonato l'aula.
UN BILANCIO SENZA CULTURA MANAGERIALE
16-04-2003 - L'Amministrazione ulivista ha approvato il bilancio di previsione per il 2003. Uno strumento finanziario carente di iniziative valide per la città, perché sorretto da una scarsa cultura manageriale. Gli esponenti del centrosinistra, per giustificare le difficoltà finanziarie del Comune, non hanno saputo fare altro che addebitare tale situazione alla restrizione dei trasferimenti di fondi da Roma alla periferia, facendo finta di ignorare o ignorando addirittura che le restrizioni sono state imposte dal Governo europeo e che il primo interprete di questo nuovo corso è stato un Governo di centrosinistra, quello di Amato-D’Alema. I Consiglieri di Forza Italia-Alleanza Nazionale hanno messo in evidenza l'incapacità della Giunta ulivista di ottimizzare le risorse locali e di razionalizzare le spese. Ottimizzare le risorse locali vuol dire: a) rendere “produttivo” per le casse comunali l’uso del parco pubblico, del parco Acacie, del parco archeologico, del centro servizi PMI; b) ottenere dai privati – nell’interesse del Comune - congrui rimborsi in sede di concessione di servitù e/o cessione di suolo pubblico; c) utilizzare lo strumento delle sponsorizzazioni da parte dei privati per determinate iniziative comunali (cartellonistica, manifestazioni ludiche e culturali, ecc.); d) verificare il livello dell’evasione fiscale. Razionalizzare le spese vuol dire: a) ridurre il fenomeno del ricorso ad incarichi esterni che, aggravando i costi di gestione e mortificando la professionalità dei dipendenti, fanno sorgere il sospetto di favoritismi; b) contenere la litigiosità del Comune sulle cui casse pesa un voluminoso contenzioso, per giunta curato sempre dai soliti professionisti; c) razionalizzare la fiera del giovedì, imponendo agli ambulanti di lasciare libere da rifiuti le superfici che occupano: l’operazione di spazzatura curata dal Comune al termine del mercato comporta impiego di personale e quindi oneri per le casse municipali; d) evitare, in considerazione della precarietà finanziaria, spese di facciata il cui costo, alla fine, ricade sui contribuenti; e) adeguare la rete Enel ai parametri anticonsumo; f) ridurre le spese dell’apparato politico-istituzionale: in considerazione della precarietà finanziaria, risulta immotivato l’attuale numero degli assessorati. Perché non accorpare Lavori pubblici e Urbanistica, Pubblica Istruzione e Cultura? g) ridurre il persistente e deprecabile fenomeno dell’assistenzialismo per dare maggiore spazio all’assistenza. Quali le conseguenze di questa incapacità gestionale? a) la pressione fiscale aumenta (maggiorazione Ici, addizionale Irpef elevata); b) il ricorso ai mutui fa lievitare l’indebitamento; c) i servizi sociali vengono penalizzati (come ha denunciato di recente la missione dei Francescani). Sulla oggettiva precarietà finanziaria del Comune si innesta una strisciante crisi politica all'interno della coalizione di maggioranza, circostanza questa che rende ancora più difficile il quadro politico-istituzionale. Il tutto sconfessa una certa immagine di efficientismo che pure si pretende di assegnare alla Giunta targata Rega-Capaldo.
IL CENTRODESTRA SFIDA L'ULIVO
04-04-2003 - Serrato confronto politico in Consiglio comunale in ordine alla richiesta da parte del gruppo FI-AN di indire un referendum consultivo per ascoltare i cittadini di Atripalda in ordine ala paventata ipotesi di delocalizzare la secolare fiera del giovedì. La richiesta, sostenuta dalle minoranze di centrodestra che sono espressione del 47% del corpo elettorale, è stata respinta dalla maggioranza consiliare che rappresenta il 45,9% degli elettori atripaldesi. Inutili sono risultati gli appelli ai Consiglieri di maggioranza rivolti dai banchi della minoranza di votare secondo... scienza e coscienza, fuori dalla logica dei partiti, in considerazione dell'importante tema posto in discussione. "La piazza con il suo mercato tradizionale - ha detto Laurenzano di FI-AN - è di tutti i cittadini. Non è corretto stravolgere usi e costumi degli Atripaldesi a colpi di maggioranza". Un invito caduto nel vuoto e non raccolto da un Ulivo da sempre restio al dialogo ed al confronto libero. I rappresentanti della Casa della Libertà hanno sottolineato che il referendum indetto dal Consiglio comunale non avrebbe "traumatizzato" la collettività: sarebbe stata una chiamata alle urne su un tema specifico che non avrebbe avuto riflessi politici, il tutto in omaggio al principio della partecipazione sancito dal legislatore nazionale. Così non è stato e di conseguenza il referendum che sarà attivato da una parte del Consiglio comunale è destinato a trasformarsi in una vera e propria campagna elettorale. In vista di organizzare la tornata referendaria, il Capogruppo di FI-AN ha inoltrato al Sindaco di Atripalda, e per conoscenza al Prefetto di Avellino, il seguente documento-diffida: "Il Comune di Atripalda, a distanza di oltre un anno dall’adozione dello Statuto, ancora non dispone del regolamento per lo svolgimento dei referendum così come espressamente previsto dal Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali. La invito, pertanto, formalmente ad attivare in tempi brevi i necessari strumenti amministrativi per consentire ai cittadini di intraprendere iniziative referendarie, avvertendo che in caso di omissione di atti di ufficio o ingiustificati ritardi saranno attivate - a tutela della democrazia e della legalità - le procedure che la legge consente".
I PIFFERI DI MONTAGNA...
03-04-2003 - Alla richiesta dei quattro Consiglieri di Forza Italia - Alleanza Nazionale della convocazione del Consiglio comunale con lo strumento del "quinto", il Sindaco ulivista di Atripalda inizialmente ha congelato la richiesta trincerandosi dietro la carenza legislativa e, pur disponendo di canali istituzionali in grado di dissipare dubbi e perplessità in tempi brevi, ha fatto trascorrere infruttuosamente il termine massimo (venti giorni) entro il quale avrebbe dovuto convocare, come recita lo Statuto comunale, il Consiglio per dare ascolto all'istanza dei Consiglieri di minoranza. Alla fine, questo singolare Primo cittadino ha convocato l'assemblea ed ha inserito nell'ordine del giorno tra gli altri argomenti quello messo alla base della loro richiesta dai rappresentanti della Casa della Libertà, facendo apparire questa sua "concessione" come un omaggio alla democrazia. Il capogruppo consiliare di Forza Italia - Alleanza Nazionale, Eugenio Laurenzano, nel ribadire la legittimità della richiesta di convocazione del Consiglio comunale e nel respingere la singolare "concessione", ha consegnato alla Segreteria dell'assemblea il documento del Ministero degli Interni di seguito riportato. Sindaco ed amministratori ulivisti hanno rimediato una figuraccia, proprio come quei pifferi di montagna..... "Com’è noto, l’art. 39, comma 2 del T.U.E.L. n. 267/2000 prevede che un “quinto” dei consiglieri (ovvero il sindaco o il presidente della provincia) possano richiedere al presidente del consiglio comunale o provinciale la convocazione del consiglio al fine di poter deliberare in merito ad argomenti proposti dai medesimi. Si chiede di conoscere quale sia il criterio da seguire per il calcolo del “quinto” dei consiglieri con specifico riferimento all’ipotesi di un consiglio comunale composto da 20 consiglieri più il sindaco. Ad avviso di questo Dipartimento Affari Interni e Territoriali, nel caso di specie il calcolo del “quinto” va effettuato su 21, atteso che il sindaco è da considerarsi componente del consiglio ad ogni effetto (v. sentenza Corte Cost. n. 44 del 10.2.1997). Ne consegue che il “quinto” dei consiglieri è pari 4, 2. Si pone a tal punto la problematica riguardante il criterio da applicare per i casi, come quello in esame, in cui il computo del quinto assomma ad una cifra decimale. In assenza di orientamenti giurisprudenziali in materia, il costante indirizzo ermeneutico di questo Dipartimento è nel senso di dare prevalenza al criterio dell’arrotondamento per difetto, in quanto maggiormente armonizzato con la ratio della disposizione di cui all’art. 39, comma 2 T.U.E.L. cit., volta a tutelare posizioni di minoranza. Ed invero, nel silenzio della norma appare coerente una linea interpretativa che, in un’ottica di valorizzazione della rappresentanza elettiva che si esprime anche attraverso le minoranze, ne agevoli l’accesso agli strumenti procedimentali necessari all’esercizio del proprio ruolo istituzionale. E’ appena il caso di sottolineare come il “favor” per la tutela delle minoranze trovi fondamento in talune disposizioni del T.U.E.L. n. 267/2000: l’art 6 che demanda allo statuto “le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze”; l’art. 38 che stabilisce una maggioranza qualificata per l’approvazione del regolamento consiliare; gli artt. 43 e 44 in materia di diritti dei consiglieri e di controllo consiliare. La propensione per il criterio dell’arrotondamento “per difetto” pare condivisa da certa dottrina (v. Maggiora, Diritto degli Enti Locali, Milano, 2002, p. 349) secondo cui “... sono da ritenere preferibili quelle soluzioni che sono favorevoli alla minoranza, tenuto presente che la disposizione è stata dettata a sua tutela...”.
PIAZZA UMBERTO: LA MAGGIORANZA RIMEDIA UNA FIGURACCIA
12-03-2003 - La maggioranza ulivista, pur approvando nel suo impianto la bozza di progetto preliminare presentato dallo Studio Capobianco in ordine alla riqualificazione di Piazza Umberto, ha bocciato l'ipotesi di realizzare nel centro della Città un garage interrato capace di ospitare novanta vetture. In considerazione del fatto che il progetto era imperniato sulla struttura interrata, il voto della maggioranza ha il significato di una sconfitta dell'intera procedura ipotizzata e voluta, per giunta con scarso rispetto della trasparenza, dalla stessa Giunta municipale. I gruppi di minoranza - rappresentati da Forza Italia-Alleanza Nazionale e Centrodestra per Atripalda - con diverse motivazioni hanno bocciato il progetto. Il Capogruppo di Forza Italia-Alleanza Nazionale, Eugenio Laurenzano, nel dare atto allo staff di Agenda 21 di essersi adoperato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vicenda della riqualificazione della piazza centrale della città, ha indicato nella caratterizzazione eccessivamente di parte delle iniziative poste in essere il fallimento delle stesse che non hanno avuto il consenso dei cittadini i quali hanno disertato i vari forum organizzati. Ha altresì denunciato che nella vicenda relativa alla ristrutturazione di Piazza Umberto è stato carente il confronto, giudicando estremamente grave il fatto che il Consiglio comunale eletto con il voto del maggio 2002 in pratica è stato tenuto fuori dalla discussione in ordine all’importante argomento giunto in aula soltanto per una mera ratifica. Sarebbe stato più corretto sul piano istituzionale ascoltare prima i cittadini e poi consegnare le indicazioni emerse al progettista selezionato dall’ex sindaco Capaldo in piena campagna elettorale. Al confronto si è sottratto persino il progettista che, pur essendo stato in città, ha “snobbato” il Consiglio comunale non avvertendo la necessità di essere presente in aula in occasione dell’odierna discussione, circostanza questa che offende l’intera assemblea elettiva ed i singoli Consiglieri. Il Consigliere Laurenzano, pur riconoscendo valore professionale al progettista, ha rilevato che bisogna prendere atto che professionisti irpini, già allievi di Capobianco, hanno bocciato l’elaborato del maestro: la storia insegna che spesso gli allievi sono più bravi dei maestri. Il rappresentante della Casa della Libertà, inoltre, ha evidenziato che - essendo stata ritirata dall’Amministrazione l’ipotesi progettuale del garage interrato che rappresentava il punto forte dell’intervento di Capobianco - l’intero progetto è franato e con esso la coalizione dell’Ulivo che su questa ipotesi si è spaccata. Comunque, ha detto Laurenzano, con o senza garage interrato, il progetto preliminare ipotizzato dallo Studio Capobianco è destinato a dividere Piazza Umberto in due zone distinte e separate: da una parte la piazza “buona”, con aiuole e pietre pregiate, dall’altra la piazza dei servizi, insomma una specie di quartiere…periferico in pieno centro. Sulla questione del mercato settimanale Laurenzano ha sottolineato la necessità di indire il referendum per poi passare a discutere del progetto di ristrutturazione della piazza, denunciando che lo stato di incertezza sul futuro dell’importante appuntamento fieristico sta provocando gravi danni agli operatori del mercato stesso. Il Consigliere Laurenzano, dopo aver illustrato un documento del gruppo FI-AN che successivamente ha consegnato agli atti del Consiglio, ha posto espressamente al sindaco ulivista Rega quattro domande: 1) Quali le valutazioni oggettive in ordine alla scelta del progettista Capobianco, visto che la scelta, avvenuta poche ore prima del voto del 26 maggio, non è stata mai illustrata al rinnovato Consiglio comunale? 2) Componenti del raggruppamento Capobianco hanno o hanno avuto rapporti extraprofessionali, diretti o indiretti, con amministratori locali e/o con membri del Consiglio comunale di Atripalda? 3) E' corretto procedere senza aver definito il destino della fiera del giovedì e del cinema Ideal? 4) Dopo le contestazioni dei cittadini e delle forze politiche, Lei ha la “libertà” di ritirare la procedura, di indire il referendum popolare per decidere del destino del mercato e, quindi, di allestire un regolare concorso di idee per disegnare la nuova piazza? A queste domande specifiche il sindaco ulivista e soci hanno preferito non rispondere.
IL CONSIGLIO COMUNALE CONDANNA LA VIOLENZA
12-03-2003 - Presentato dal capogruppo consiliare di Fi-An, Eugenio Laurenzano, il Consiglio comunale di Atripalda ha approvato all'unanimità il seguente ordine del giorno di condanna dell'attentato ai danni di una sede milanese di Forza Italia: "Due colpi d'arma da fuoco sono stati esplosi la notte scorsa contro la sede di Forza Italia di Milano. L’attentato posto in essere in un momento in cui - a distanza di 25 anni dal massacro dell’onorevole Aldo Moro e della sua scorta - riemergono gli estremismi eversivi, appare quanto mai inquietante. Il Consiglio comunale di Atripalda, interprete da sempre delle istanze di democrazia e di civiltà dell’intera comunità, condanna l’atto banditesco teso a turbare la vita quotidiana della Metropoli lombarda e a ferire la democrazia. I rappresentanti dei partiti politici presenti nell’assemblea consiliare di Atripalda invitano il Ministro dell’Interno ad attivare l’opportuna vigilanza del territorio al fine di prevenire il ripetersi di simili episodi delittuosi".
QUALI I CRITERI DELL'ASSISTENZA?
03-03-2003 - Il capogruppo consiliare di Forza Italia-Alleanza Nazionale, Eugenio laurenzano, ai sensi di quanto previsto espressamente dal regolamento comunale in materia di accesso agli atti amministrativi, ha chiesto al sindaco Rega di voler fornire l’elenco degli interventi operati nel 2002 dall’Amministrazione in virtù degli art. 65 e 66 della L. 448/98, con indicazione dei destinatari dei singoli provvedimenti, delle motivazioni dei provvedimenti e delle erogazioni concesse agli istanti.
PIAZZA UMBERTO: SI VA VERSO IL REFERENDUM CONSULTIVO
03-03-2003 - I Consiglieri comunali del gruppo Forza Italia - Alleanza Nazionale, pari ad un quinto dei Consiglieri in carica, in virtù dell’art. 15 dello Statuto del Comune hanno avanzato richiesta al Sindaco di Atripalda che sia convocato il Consiglio comunale con il seguente argomento all’ordine del giorno: indizione referendum consultivo avente ad oggetto: “Vuoi tu che il mercato del giovedì venga definitivamente trasferito da Piazza Umberto in altra zona della città?”.
PROBLEMA RIFIUTI
24-09-2002
- Il gruppo consiliare Forza Italia - Alleanza Nazionale in merito alla
questione dei rifiuti ha presentato al Consiglio comunale il seguente documento: Il problema dei rifiuti e dell’ambiente
non è stato affrontato con la necessaria solerzia
dall’amministrazione uscente e, a quanto si legge dal programma,
neanche dalla nuova. I
rifiuti sono ancora considerati un “problema” secondario e non
un’opportunità e le soluzioni adottate dimostrano superficialità e
scarsa lungimiranza. Allo
stesso modo la soluzione ai problemi di inquinamento fluviale è
affidata più a speranze (come la sospensione degli scarichi abusivi)
che ad atti concreti che puntino a limitare il pesante impatto che
questi problemi hanno sul paese e sulla qualità di vita dei nostri
cittadini. Proposte
operative: 1) Una diversa organizzazione della raccolta dei rifiuti,
passando dal sistema dei cassonetti ad un sistema che, incentrato sulla
raccolta “porta a porta” dell’umido e di altre tipologie di
rifiuto, sia poi accompagnato dalla predisposizione di campane per
raccogliere altri materiali da avviare al recupero. 2) Una forte
campagna di informazione sia per assicurare il raggiungimento, in tempi
brevi, di percentuali di Raccolta differenziata sufficienti a rispondere
ai limiti imposti dal Decreto Ronchi, ovvero il 15% entro il 2001 ed il
35% entro il 2003. 3) Per ridurre i costi si potrebbero coinvolgere,
come già fatto con successo in altri paesi, anche le associazioni
cittadine che potrebbero curare la raccolta di alcune tipologie di
materiali, utilizzando i proventi di queste operazioni per le proprie
finalità sociali. 4) Istituzione, in tempi brevi, della tariffa.
Quest’ultima potrebbe garantire maggiore responsabilità dei cittadini
con il passaggio, da “spese uguali per tutti” ad un principio più
equo, “chi più inquina, più paga”. Si potrebbe ottenere, per
questa via, anche una riduzione nella produzione di Rifiuti, con
benefici per la collettività. 5) In attesa che qualcosa si muova
in ambito provinciale, predisporre un depuratore a monte della nostra
città per salvaguardare la nostra cittadina dall’invasione dei
liquami provenienti dagli altri paesi. 6) Creazione di un impianto per
il compostaggio anche attraverso una società mista pubblico-privata.
L’impianto dovrà essere realizzato secondo le tecniche più
innovative che assicurano l’assenza di fumi ed odori.
RAZIONALIZZARE IL
MERCATO SETTIMANALE
24-09-2002
- Il gruppo consiliare Forza Italia - Alleanza Nazionale in merito alla
questione del mercato settimanale ha presentato al Consiglio comunale
il seguente documento: Il mercato atripaldese, oltre a costituire
un importante valore di tradizione e cultura, rappresenta da sempre una
fondamentale opportunità per tutti i commercianti cittadini di imporsi
all’attenzione di un vasto pubblico di utenti che, approfittando
dell’appuntamento del giovedì mattina, non mancano di visitare anche
le vetrine dei commercianti a posto fisso.
E’ proprio la localizzazione centrale del mercato che rende
possibile questo favorevole “ritorno”. Se si sposta il mercato in un
luogo diverso dal centro e quindi in un sito raggiungibile senza
attraversare la piazza, il centro storico e Via Roma, come vogliamo che
il commercio atripaldese, non diciamo progredisca, ma quantomeno
sopravviva? Come è possibile pensare di incentivare il commercio e
l’artigianato nel centro storico, se priviamo questi imprenditori di
una delle principali occasioni per attrarre visitatori non atripaldesi?
Proposte operative:
1)
il mercato infrasettimanale deve diventare una occasione di prima
grandezza per far conoscere Atripalda al di fuori dei propri confini
territoriali: occorre farlo diventare una fiera di respiro regionale; 2)
è
urgente elevarne la qualità
dei prodotti e dei servizi offerti; 3) è necessario che
diventi un luogo pulito imponendo ai mercanti di provvedere
autonomamente alla pulizia dei luoghi occupati, pena l’inflizione di
multe fino al ritiro della concessione di occupazione di suolo pubblico;
4) occorre procedere a controlli rigorosi e frequenti sulla regolarità
delle aree di ciascun mercante, sul rispetto dei pagamenti e delle aree
occupate;
5) occorre razionalizzare la sua dislocazione;
6) qualora si intendesse spostare il mercato rispetto alla
tradizionale localizzazione centrale, occorre ascoltare l’opinione di
tutta la cittadinanza attraverso l’indizione di un referendum
popolare.
PIU' SICUREZZA IN
CITTA'
24-09-2002
- Il gruppo consiliare Forza Italia - Alleanza Nazionale in merito alla
questione sicurezza ha presentato al Consiglio comunale
il seguente documento: L'Ente locale è responsabile di quanto -
nel bene e nel male - si verifica sul territorio. Una responsabilità
che coinvolge in solido l'intera classe politica della Città e la
stessa popolazione. Al fine di garantire alla nostra gente quella
sicurezza che oggi non ha, in primis è indispensabile sollecitare, con
iniziative concrete, la partecipazione dei cittadini del cui contributo
di idee e di suggerimenti il Consiglio comunale e gli Amministratori non
dovranno mai privarsi. Maggiore sarà la partecipazione dei cittadini
alla gestione della cosa pubblica, maggiore sarà il beneficio che
l'intera collettività potrà trarre dall'operato dell'Amministrazione.
Allo stesso tempo è necessario coordinare e potenziare il servizio di
tutela del territorio svolto dalle forze dell'ordine pubblico. Proposte
operative: 1) Istituzione del Vigile di quartiere, con servizio continuo
nell'arco della giornata lavorativa; 2) Convenzione, tramite gara
pubblica, con società privata di vigilanza al fine di assicurare un
controllo costante del territorio nelle ore notturne; 3)
Agevolazioni fiscali per gli esercizi commerciali che restino
volontariamente illuminati nelle ore notturne, come mezzo di contrasto
alla microcriminalità, strumento questo già sperimentato positivamente
in molte città d'Italia; 4) Azione presso il Governo centrale al fine
di ottenere il potenziamento dell'organico in servizio presso la locale
Caserma dei Carabinieri; 5) Potenziamento dell'organico della Polizia
Municipale; 6) Razionalizzazione del servizio svolto dalla Polizia
Municipale.
LABORATORIO DI
CULTURA
24-09-2002
- Il gruppo consiliare Forza Italia - Alleanza Nazionale, in sede di
emendamenti alle linee programmatiche tracciate dal sindaco Rega, nel
denunciare il vuoto di cultura che si registra in città, ha proposto la
istituzione del Laboratorio di Cultura.
"Quando in una comunità - ha dichiarato il Capogruppo
consiliare di FI-AN Laurenzano - vi è carenza di cultura a soffrire è
la democrazia. Meraviglia la scarsa attenzione che viene riservata al
ricco patrimonio storico-archeologico presente sul territorio
comunale". Queste le indicazioni messe alla base della
proposta: materia di ricerca del laboratorio: storia di Atripalda e
dell’Irpinia; indagini su fenomeni socio-economici che riguardino il
territorio provinciale; attività del laboratorio: promozione di
seminari di studi su temi specifici che interessino il territorio e la
gente di Atripalda, le problematiche provinciali di carattere culturale,
socio-economico, artistico, scientifico; funzioni del laboratorio:
organizzare l’archivio, cartaceo e su supporto magnetico, delle tesi
di laurea dei giovani atripaldesi; allestire la banca dati di
Atripaldesi residenti all’Estero; promuovere “convention”
periodiche di Atripaldesi residenti nel Mondo; ospitare gruppi di
artisti amatoriali cittadini; promuovere la rinascita dell’Accademia
degli Incerti; visibilità del laboratorio: realizzazione di un portale
web collegato con centri universitari e con organizzazioni facenti capo
alla Conferenza degli Italiani nel Mondo; risorse umane del laboratorio:
docenti di qualificati Istituti universitari, studiosi atripaldesi
residenti e non residenti, studenti del liceo scientifico “De
Caprariis”; risorse finanziarie del laboratorio: fondi regionali
ed europei; sede del laboratorio: inizialmente presso la
Dogana dei Grani, successivamente presso Palazzo Caracciolo se questa
struttura diventerà patrimonio comunale.
IL SINDACO DIMENTICA
LE DONNE
04-09-2002
- Il sindaco Lina Rega (Ulivo) ha presentato al Consiglio comunale le
linee programmatiche di mandato relative al quinquennio 2002-2007. Uno
strumento che risulta privo di fantasia innovativa e che ricalca vecchi
schemi cari alla politica dell'assistenzialismo. Nel programma
dell'Amministrazione comunale insediatasi dopo il voto del 26 maggio
scorso non trova adeguato spazio il comparto del commercio, volano da
sempre dell'economia locale; scarsa attenzione viene riservata al mondo
degli anziani ed al "pianeta donna", circostanza quest'ultima
alquanto singolare in considerazione del fatto che la Giunta municipale
di Atripalda è in buona parte al femminile.
La carenza più sorprendente del programma è l'assenza di un
impegno da parte del Primo cittadino a garantire che nei rapporti
interni all'Ente e nei rapporti tra pubblico e privato
sia assicurata la massima trasparenza degli atti. Molti verbi al
futuro, molta retorica, una buona dose di demagogia sulla pelle dei
giovani: questo il commento in sintesi della minoranza consiliare di
centrodestra.