CALCIO AVELLINO

 Antonio Sibilia
 
Arcangelo Iapicca
 
CAMPIONATI
2009-2010
2008-2009
 2007-2008
 2006-2007
 2005-2006
2004-2005
2003-2004
2002-2003
2001-2002
2000-2001
1999-2000
1998-1999
 
 CURVA SUD

Siamo agli inizi del secolo scorso, nel 1912, quando nasce l’Unione Sportiva Avellino. Alfonso Ricciardi, Mario Rizzo, Bruno Spagnolo, Domenico Zappalla: sono nomi consegnati alla storia, i pionieri del calcio irpino che nel giro di qualche anno riescono addirittura a sfidare il Napoli di Sallustro e ad impattare all’Ascarelli l'incontro con i partenopei. Presidente del giovane sodalizio fu per diversi anni Don Alfonso Di Marzio. Dopo una lunga esperienza nei campionati regionali, i "lupi" nel 1938 si affacciano nella divisione dei semiprofessionisti. Gli eventi bellici impongono il…coprifuoco anche al gioco del calcio. Nel campionato del 1946, presidente Alfonso Argenio, l’U.S. Avellino partecipa al torneo interregionale: epici scontri sul glorioso rettangolo di Piazza D’Armi.  Al termine del campionato 1948-49, presidente Ciccio Carpernito, gli Irpini vengono promossi in serie B dopo un drammatico spareggio con il Catania disputato all’Arena di Milano e raccontato in radiocronaca diretta da Nicolò Carosio.  Una vittoria inutile perché  il giudice federale retrocede la squadra dell'Avellino in D per  un presunto illecito. Se in quella circostanza illecito vi fu, sicuramente non fu di natura calcistica ma legato ad interferenze politiche che penalizzarono la società irpina. Si susseguono lunghe stagioni altalenanti  tra la serie C  e la Quarta serie. Alla presidenza si avvicendano Lombardi, De Santis, Aurigemma, Scalpati, Fioretti, Nicoletti, Abate.  Il 28 novembre 1971, campionato di serie C, l’Avellino disputa l’ultima partita (1-1 con il Cosenza) al Piazza d’Armi per poi trasferirsi sul tappeto del nuovo stadio, il Partenio. Si giunge alla stagione 1972-1973, presidente Antonio SibiIia, in panchina mister  Tony Giammarinaro: l’Avellino approda alla serie “cadetti”. Dopo cinque anni - con la presidenza affidata ad Arcangelo Iapicca e la panchina a Paolo Carosi - è festa grande in Irpinia: la serie A è una realtà. Con il campionato 1978-1979 inizia la lunga avventura nella massima categoria calcistica che vedrà per dieci anni i colori biancoverdi svettare sui pennoni degli stadi più prestigiosi d’Italia. Indimenticabile la partita-salvezza nell'ultima di campionato della stagione 1978-1979, disputata a Torino  contro la Juventus. Un vero e proprio esodo di massa riunì sugli spalti  del Comunale Irpini del nord ed Irpini del sud  che in ottomila assaporarono in diretta il risultato salvezza. Intanto, nuovi presidenti (Matarazzo, Sara, Sibilia, Pelosi) si avvicendano alla guida della società, nuovi allenatori (Marchesi, Vinicio, Marchioro, Bianchi, Veneranda) sulla panchina. Il "Partenio" è teatro di entusiasmanti campionati, vissuti con passione dalla generosa tifoseria irpina. De Napoli, Alessio, Beruatto, Piotti, Criscimanni, Juary, Tacconi, Vignola, Favero, Barbadillo, Diaz, Colombo, Dirceu diventano - nel corso della lunga permanenza dei "lupi" nella massima divisione - gli eroi della domenica. Per molti il  "Partenio"  si rivela un trampolino di lancio per sodalizi più blasonati. Con la stagione 1988-1989 l’Avellino si ritrova in serie B ed al termine del campionato 1991-1992 precipita nella serie C. Luglio 1994: in società, dopo un lungo periodo di assenza, ritorna Antonio Sibilia. Il suo rientro coincide con il ritorno dell’U.S. Avellino in serie B. Vicende societarie alterne determinano il rapido declino della squadra che "rotola" di nuovo nella serie C dove - dopo un fugace ritorno in B - è "condannata" a militare per molte stagioni prima di rientrare nel calcio che conta al termine della stagione 2002-2003. Una fugace presenza nella serie cadetta e poi di nuovo nel girone... infernale della C. Con l'avvento dei fratelli Pugliese, l'altalena tra la B e la C continua ed il rapporto tra tifoseria e società è a pezzi.

Rino Marchesi

1978-1979

 
 

Luis Vinicio

1980-1985