| LE OPERE INCOMPIUTE | |
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Il Centro Servizi di via San Lorenzo - struttura costata sei miliardi delle vecchie lire e destinata alla piccole e medie imprese commerciali e artigianali - a distanza di anni dalla sua edificazione e dopo una serie di studi di fattibilità non riesce a decollare. Periodicamente la sua presenza giunge all'attenzione dell'Amministrazione comunale e puntualmente finisce nel dimenticatoio il che autorizza chiunque - privato e non privato - a farsi avanti per indicare la... ricetta valida. Le proposte non si contano, tra quelle amene e quelle fantasiose. Alla base di tutto vi è l'incapacità dell'Esecutivo municipale di porre in essere un discorso serio. In attesa, la struttura va in rovina, comincia a dare segni di stanchezza. |
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Quando a metà degli anni Cinquanta il Cinema Ideal - con la proiezione in anteprima in Italia de "Il Cardinale Lambertini", produzione dell'Istituto Luce, regia di Giorgio Pastina, interpreti protagonisti Gino Cervi, Virna Lisi, Arnoldo Foa' e Tino Buazzelli - venne consegnato dai fratelli Troncone alla città di Atripalda ed alla provincia irpina nessuno avrebbe immaginato di vedere la struttura finire, con il trascorrere del tempo, nel degrado e nel disfacimento. Un discutibile vincolo di destinazione d'uso dell'immobile, realizzato su area del Comune acquistata dai fratelli Troncone, è alla base della querelle che vede contrapposti gli Amministratori municipali e gli eredi di coloro che in Irpinia furono i pionieri della pellicola, fin dai tempi del cinema muto. Fatiscente e strutturalmente non recuperabile, l'Ideal non ha altro destino se non la demolizione. Si dà il caso che gli eredi Troncone non intendono perpetuare la storica tradizione di famiglia e sarebbero ben disposti ad alienare l'immobile che del vecchio cinema ormai non conserva più neanche l'immagine. Il vincolo di cui sopra complica la faccenda: il potenziale acquirente non avrebbe altra scelta se non quella di realizzare una struttura cinematografica. L'Amministrazione comunale, da parte sua, fa sfoggio di inerzia e quell'angolo di Piazza Umberto che ospita i ruderi del glorioso Cinema Ideal rappresenta il monumento ad una classe dirigente senza fantasia, afflitta da un burocratismo degno di miglior causa che la tiene legata ad un vincolo vecchio di mezzo secolo. |
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Il Parco Archeologico di Atripalda, che si estende sui ruderi dell'Abellimum sillana (I° sec. a.C.), è un patrimonio di cultura e di storia che l'Ente locale non riesce a valorizzare. Di fronte all'assenteismo delle strutture provinciali e regionali istituzionalmente preposte al recupero e quindi all'esaltazione ed alla promozione di preziose vestigia di antichi popoli e civiltà, gli Amministratori comunali tessono chiacchiere guadandosi bene dall'attivare adeguati strumenti legislativi capaci di garantire il reperimento di fondi necessari per fare del parco archeologico di Civita una meta di prima grandezza in Irpinia per studiosi e ricercatori. |
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Il PALAZZO DUCALE - edificato sul finire del 1500 dai Caracciolo sulla collina che sovrasta l'attuale centro antico - va sgretolandosi giorno dopo giorno, pietra dopo pietra. Il maniero, finito nelle mani di privati, appartiene al patrimonio storico protetto della comunità atripaldese. Incapace l'attuale proprietario di garantire il recupero oneroso e la conservazione dell'immobile, il Comune dovrebbe fermare il progressivo deterioramento della struttura che rappresenta un punto forte della storia di Atripalda proprio per aver ospitato una famiglia che ha dato lustro e benessere alla gente delle rive del Sabato. E' inaccettabile che il destino di un bene comune, per giunta di riconosciuto valore architettonico e culturale, debba dipendere dai capricci di un privato e dalla inerzia di una classe dirigente che pensa di risolvere la non facile questione affidandosi ad una... platonica corrispondenza. |