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| De Mita: la De Simone è partita male | Il Mattino | 20-09-2004 |
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«Vedo inciuci, non iniziative. E la Provincia non decolla». Ciriaco De Mita, coordinatore regionale della Margherita, alla chiusura della festa di Sperone torna a parlare di Provincia «nonostante la De Simone ritiene che io abbia tempo da perdere». A De Mita non è piaciuta la partenza dell’amministrazione di palazzo Caracciolo, e continua a non piacergli ciò che è. La De Simone è lontana, a Genova, festa dell’Unità. Ma da stamane, al rientro in Irpinia, avrà sulle spalle anche il nuovo giudizio negativo del leader della Margherita. Il tema della formazione della giunta solletica infatti la valutazione di De Mita: «Non è che abbiamo creato una legge, ma prospettato un criterio: vale a dire quello che i gruppi indicano la rosa di assessori, il Presidente sceglie e poi ha il potere di revocarli se non soddisfatto. Per quanto riguarda la Margherita, la scelta non è caduta su Romano e devo dire che la valutazione nella rosa è stata sicuramente condizionata da qualche pregiudizio». L’ex assessore rimasto fuori dall’esecutivo, e certo mica contento, ascolta. De Mita, che da qualche mese ha nella Margherita l’ex assessore socialista e il suo bel pacchetto di voti, stempera e definisce il politico grottese «un catecumeno». E aggiunge: «Rispetto alla prima fase della formazione della giunta, se De Simone dice che vuole innovare rispetto al passato capisco, ma poi se nella giunta ritrovo Cicchetti e nessuno della Margherita del vecchio esecutivo non capisco più. Di qui abbiamo posto la questione e la rosa dei nomi. Giovà (rivolto a Romano -ndr), stiamo cercando un modo per dare adeguata visibilità alla tua posizione, e mi adopererò per ciò che non va, la guerra sulle cose vere la farò. Sono infatti straconvinto che bisogna lavorare dentro le istituzioni». Insomma, il politico di Nusco, che resiste in maglione al caldo umido sotto la tendostruttura di Sperone, continua a tener d’occhio le vicende di palazzo Caracciolo. La circostanza che «presto o tardi le cose possano deflagrare» viene evidenziata da De Mita. E che l’uditorio s’attendesse qualche parola in più sulla crisi innescata alla Provincia dalle dimissioni del vice-presidente dell’Udeur, Grasso, s’era intuito già un’oretta prima. Gran parte dell’intervento di De Mita è stato infatti dedicato alle vicende regionali, ma quando parla di presidente Bassolino, e personalizzazione della politica, c’è un primo passaggio riferito alla De Simone (che suscita qualche applauso e le reprimende ai giornalisti che esaltano la figura della prima inquilina di palazzo Caracciolo): «L’autorevolezza di chi dirige - sentenza De Mita - è quella di ricomporre nelle difficoltà». E ora? Che sarà delle tormentate vicende dell’esecutivo della De Simone? Se ne parlerà magari oggi alle festa dell’unità ad Avella (ore 18, palazzo ducale) con Sodano, Bianco e D’Ambrosio? E poi: l’individuazione nel presidente di colei che «deve ricomporre nelle difficoltà» potrebbe lasciar pensare pensare che De Mita quasi abbia dubbi sulla riunione del centrosinistra richiesta appositamente sul tema dalla De Simone. E nel caso in cui il presidente dovesse accettare l’indicazione udeurrina di Lo Conte alla vice presidenza, Romano (di cui si parla della nomina al vertice del Patto Baronia in luogo di Pietro Foglia) avrà la necessaria ”pazienza” di accantonare ogni idea di ritorno alla gestione a palazzo Caracciolo? Interrogativi legittimi, a giorni le risposte. |
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