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Carlo Gesualdo
Il "principe maledetto"
Carlo Gesualdo, il “principe dei musici” come
amano ricordarlo gli amanti dell’arte, il “principe maledetto”, come
viene ricordato negli annali della cronaca nera. Visse tra Venosa di
Potenza (dove nacque l’8 marzo 1566), Ferrara, Napoli e la valle dell’Ufita
in Irpinia. Normanno da parte paterna, discendente dei Borromeo da
parte materna, un suo prozio fu Papa Pio IV. Carlo fu il terzo marito
della voluttuosa e sensuale Maria d’Avalos la quale si macchiò
di una colpa che all'epoca andava... lavata con il sangue: l’adulterio.
Per lei fu la fine (27 ottobre 1590) e fu la fine anche per il suo
amante, Fabrizio Carafa, duca d’Andria. La duplice "condanna di
morte" fu consumata. complice la servitù del Principe,
nel sontuoso Palazzo di Sangro in piazza San Domenico Maggiore a
Napoli. Superato il momento e l'ira del tradimento patito, don Carlo nel 1594 sposò Eleonora d’Este, nipote di Alfonso II, duca di
Ferrara. Furono nozze celebrate con grande sfarzo: i cronisti dell'epoca
parlano di un banchetto sviluppatosi - tra canti, suoni e madrigali - per tre
giorni e tre notti ed oltre cento furono le portate per pochissimi "intimi". Eleonora d'Este
ben presto lasciò il Principe per prendere i voti. Un loro figlio,
andato sposo a Polissena Furstenberg, morirà giovanissimo nel corso di
una battuta di caccia al cinghiale. Durante l’esperienza ferrarese copiosa fu la produzione di
madrigali. Inseguito non dalla legge dell’epoca che considerava non
punibile l’assassinio per “motivi d’onore” ma dalla minacciata vendetta
da parte dei familiari di Maria d'Avalos e di Fabrizio Carafa, il Principe
- dopo aver peregrinato per l'Italia - trovò definitivo ed ultimo rifugio in Irpinia, in una rocca inaccessibile,
a quota 640 metri sul livello del mare. Qui realizzò uno speciale cenacolo di musicisti. Fu amico di Torquato
Tasso del quale musicò molti madrigali. La sua produzione comprende
anche canzoni sacre. E proprio in Irpinia il “principe maledetto”
pose in essere il Responsoria per gli Offici delle Tenebre della
Settimana Santa, singolarmente ritornato alla luce nel 1957. Morì l’8
settembre 1613 nella terra che trasse il nome dal suo ospite
eccezionale.
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