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Yuri Grasso
Un amico dal cuore generoso
L’11
giugno 1998, con lo schianto fatale sull'Autosole, dopo una mattinata
trascorsa tra la cultura e gli inquilini di Palazzo Giustiniani,
terminava l'esistenza di un giovane che prima di essere un giornalista
dall'intuito allenato ad interpretare più che a descrivere i fatti,
prima di essere per la sua donna un compagno premuroso e spontaneo,
prima di essere per i suoi genitori lasciati nel dolore e nello
sconforto un figlio rimasto fanciullo, prima di essere un esponente
politico che aveva pagato con estrema dignità le disavventure del suo
(unico) partito, prima di essere un amico discreto e leale,
prima di essere tutto ciò quel giovane era un Uomo dal cuore
generoso. Grande disponibilità verso tutti. Ci volle al suo fianco
nella direzione de "L'Opinione Irpina", prima, e di
"Irpinia Oggi", dopo. Ci insegnò - giorno dopo giorno, nel
breve arco di un indimenticabile triennio
- la cultura della libertà che con orgoglio ci porteremo sempre dentro,
ci fece comprendere la forza delle idee, ci fece assaporare il gusto
dell'avventura giornalistica. L’11 giungo 1998 quel gruppo umano, di
giovani e meno giovani, messo insieme dal caso intorno ad una testata
giornalistica, pianse. Erano lacrime di dolore vero, sentito, sofferto.
Quel gruppo era la sua Redazione, un'entità non fatta soltanto di
macchine e di archivi, di computer e stampanti, ma essenzialmente fatta
di gente e persone, di umanità e cordialità.
Cercheremo in ogni momento di tener fede ai silenziosi insegnamenti di
questo amico, nella speranza di saperne onorare la memoria e di
interpretarne correttamente il pensiero. In forza di ciò, lasceremo
fuori della nostra attività - che continuiamo, oggi come ieri, a porre
al servizio della società - tutto ciò che vuol dire discriminazione e
da uomini liberi ci rivolgeremo, dovunque ci capiterà di farlo, ad
uomini liberi per scrutare insieme la complessa e spesso contraddittoria
realtà provinciale. Daremo voce a chi non ha parola, daremo ascolto a
chi è afono, spalancheremo le porte del nostro pensiero a chi saprà
entrarvi in punta di piedi, le sbarreremo a chi vorrà farvi irruzione
con l'arroganza del potere e con la prepotenza del comando.
E perché la cultura della libertà che ci ha insegnato
quell'amico possa non risultare un principio astratto, il nostro impegno
quotidiano di operatori dell'informazione sarà sempre rivolto alla
ricerca della verità, perché in fondo è proprio la verità, come si
legge nel Vangelo secondo Giovanni, a rendere gli uomini liberi.
Desiderio di verità ed amore di libertà, che poniamo alla base della
nostra volontà di concorrere, in compagnia delle persone oneste che non
mancano, ad edificare un
domani diverso in cui trovi spazio l'Uomo, con la sua dignità, con la
sua intelligenza, con la sua cultura; l'Uomo inteso come elemento
propulsore del crescere civile della società e non soltanto come
strumento di lotte politiche capaci di garantire al ras di turno fortune
e ricchezze; l'Uomo che, in omaggio agli insegnamenti aristotelici,
sappia privilegiare l'interesse pubblico rispetto agli opportunismi
personali, la democrazia rispetto alla
demagogia. Riusciremo in questa battaglia che abbiamo intrapreso
da tempo, proprio alla scuola di Yuri Grasso, l'amico finito l'11 giugno
1998 in un afoso pomeriggio sull'Autosole? Riusciremo a cacciare i
farisei dai templi? Riusciremo a smascherare l'operato di quanti si
stanno addestrando per fare di questa Provincia terra di nuove
conquiste? Noi ce la metteremo tutta, costi quel che costi. Yuri
continuerà ad essere il nostro maestro.
La
raccolta antologica Corsivi
corsari che porta la firma di Yuri Grasso - l'indimenticabile
direttore del primo quotidiano avellinese, un compagno di lavoro
esemplare, un giornalista eclettico, uno studioso attento di uomini e
movimenti politici - è
una testimonianza straordinaria
di quanto avvenuto in Irpinia, e non solo in Irpinia, negli anni che
segnarono la fine dalla Prima Repubblica. Gli scritti di Yuri risultano straordinari proprio per la fondatezza delle intuizioni
che emergono, per l'acutezza delle complesse analisi svolte senza rete
e, soprattutto, per l'attualità del pensiero dell'amico tragicamente
scomparso l'11 giugno del 1998. La raccolta si snoda attraverso l'esame
di tre comparti politico-istituzionali che, solo apparentemente, possono
risultare, sul piano logico, distinti e distanti tra loro, ma che invece - ad una attenta verifica - risultano interattivi l'uno con
l'altro. La raccolta Corsivi
corsari, che sotto alcuni aspetti riporta alla mente Scritti
corsari di Pasolini ispirandosi ad una analoga filosofia
anticonformista, ha il pregio di essere l'interpretazione, confortata
successivamente dal verificarsi di quanto anticipato, di passaggi
complessi, e non sempre trasparenti, avvenuti in un delicato momento della nostra democrazia, la cui
robustezza ha fatto da scudo alle Istituzioni rispetto a demagogici
giustizialismi, spesso incautamente mandati in diretta, e rispetto ad
insidie di destabilizzanti spinte disgregatrici dell'unità nazionale.
Da una parte, quindi, giustizialismi incoraggiati da una piazza
avvelenata dal virus di una falsa rivoluzione politico-istituzionale,
dall'altra spinte disgregatrici: in mezzo la diffusa e sentita voglia di
rinnovamento del popolo. Una voglia ancora non appagata.
Eugenio
Laurenzano
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