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Michael Rose è uno scienziato evoluzionista dell'Istituto di Scienze biologiche
dell'Università di Irvine (California) il quale ha condotto particolari
indagini sull'invecchiamento. Il celebre biologo, alla guida di un'équipe di
ricercatori, in un laboratorio sito sulle sponde bagnate dal fiume
Sacramento avrebbe individuato nei geni di una particolare specie di mosca,
quella della frutta, la possibilità per l'uomo di viaggiare verso
l'immortalità. Questi geni, infatti, trapiantati nell'essere umano, in virtù
delle loro caratteristiche peculiari di auto-rigenerazione garantirebbero
l'imperitura giovinezza e quindi l'eternità. Con tutto il rispetto che si
deve a questo insigne studioso californiano, va detto che Rose ha scoperto,
come suol dirsi, l'acqua calda. Di questa particolare specie di mosca in
Irpinia, e specificamente nei giardini e nei frutteti nuscani, da tempo si
conosce l'esistenza e se ne apprezzano le proprietà, pur senza che sulle
sponde dell'Ofanto vi siano laboratori e ricercatori. Da quelle parti la
scienza empirica prevale su tutto e su tutti, e non c'è barba di scienziato
- compresa quella del californiano Michael Rose - che possa competere in
fatto di intuito con la gente del posto che da sempre conosce l'esistenza di
questo prezioso moscerino, in prevalenza di colore… bianco. Allevato
adeguatamente in… vivai fatti in casa, ha alimentato sotto forma di frullati
e di cocktail intere generazioni. E testimonianze eloquenti degli effetti
strabilianti "in vivo" della scienza empirica nuscana non mancano. Il
messaggio - "io sono l'eternità" - lanciato negli anni andati a mo’ di
sfida, sulle sponde del fiume Sabato, da Ciriaco De Mita al sindaco di
Avellino Antonio Di Nunno ha una… documentata certezza scientifica.
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