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L'Irpinia, dopo una serie di primati negativi
collezionati negli ultimi tempi in fatto di vivibilità ambientale, di
sviluppo e di lavoro, finalmente fa registrare un primato positivo (si fa
per dire). La provincia di Avellino, infatti, è ai primissimi posti
nella scala nazionale in ordine alle adesioni raccolte dai circoli
territoriali della "Margherita", il floreale soggetto politico che, con gli
olezzi che emana, mortifica quello che fu il degasperiano spirito fondante della
Democrazia Cristiana di cui vorrebbe essere erede e continuatore. Un primato
che, a prescindere dal coro di giubilo di quelli della... curva sud, in
realtà condanna l'Irpinia a rimanere per altro tempo fuori dall'Italia e
dall'Europa. Altrove garriscono al vento le bandiere della nuova frontiera,
cioè del rinnovamento della cultura, in provincia di Avellino sventola
ancora il vessillo di.. Fort Apache, nonostante che antichi pezzi da
novanta finiscano al suolo annullati, uno dopo l'altro, dagli eventi.
Stagionati strateghi di avventure politiche legate ormai ad un tempo consegnato agli archivi della Prima Repubblica,
dopo essere state supervisionate dalla Procura della Repubblica, si affannano,
imperterriti e patetici allo stesso tempo, a condizionare uomini ed eventi,
ad influenzare gestione di enti pubblici e conduzione di strutture private,
a coltivare mire di grandezza tipiche di una senescenza impietosa. Il tutto con l'avallo cortigiano di gente
dalla nascita orientata a vivere in posizione prona, immiserita nello
spirito ed incapace ormai di reagire a sistemi e metodi che, basati sullo
stato di necessità altrui, hanno fatto la fortuna - non solo elettorale - di
coloro che questi metodi e questi sistemi hanno posto in essere, spesso con
spregiudicata freddezza e quasi sempre con cinico calcolo utilitaristico.
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