L'IRA DI CIRIACO

"Mi avete fatto fare una figura di m.". L'idioma gentil sonante e puro, per dirla all'Alfieri, sgorga dalle viscere imbufalite di Ciriaco De Mita sulla piazzetta principale di Sant'Angelo dei Lombardi dove l'ex Presidente del Consiglio dei Ministri, l'ex Segretario nazionale della Democrazia Cristiana, l'ex padrone assoluto ed indiscusso della gente irpina incontra - nella strapaesana passeggiata domenicale -  i soliti quattro galoppini dallo scodinzolio facile che dell'ex sommo capo sono stati per decenni i corifei della zona e che da questo loro ruolo prono e supino hanno tratto benefici spirituali e materiali. Il motivo di tanto furore è legato alla miseria di voti raccolta in quel di Sant'Angelo dei Lombardi in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo da tale Alfonso Andria, grande raccomandato alla plebe da don Ciriaco. In realtà dalle urne santangiolesi dei mille voti garantiti da "mister Ex" al protetto di turno ne sono venuti fuori appena 179 ed in quelle stesse urne l'Ulivo, nella sua arlecchinata di sigle, non è andato oltre il trenta per cento dei voti validi. Don Ciriaco, evidentemente, pensava di fare cappotto, aggiudicandosi nel suo feudo, come nei tempi che furono, risultati bulgari. Così non è stato e così non è stato in tutta la provincia di Avellino dove il grande raccomandato di un personaggio che ormai grande non è più ha raccolto un misero 13,9% contro il 27,4% di Massimo D'Alema ed il 25,6% di Michele Santoro, due diessini che hanno reso insonni le notti del nuscano ed hanno colorito la sua faccia di tinte per nulla compatibili con il tenue profumo della... margherita.