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"Posso trattare con uomini
veri, mi riferisco ad un diessino come Antonio Bassolino, e non con donne
finte, egocentriche". Ciriaco De Mita in questi termini - edulcorati
in parte per decenza dal web-master - ha esternato sentimenti e risentimenti
nei confronti di Alberta De Simone, Presidente della Provincia, nella
convulsa fase che ha preceduto la costituzione rocambolesca dell'Esecutivo
di Palazzo Caracciolo all'indomani del voto del 12 giugno 2004. A poche ore
di distanza da questa singolare performance, l'ex Presidente del Consiglio
dei Ministri, in relazione alla configurazione di governo varata in prima
istanza dalla De Simone con la nomina degli Assessori e l'accettazione da
parte degli stessi delle cariche istituzionali loro conferite, ha tuonato in
perfetto vernacolo nuscano-trasteverino: "Questa Giunta è un chiaro
segnale di rottura con il partito di maggioranza relativa. È un atto
scellerato che non ha spiegazioni. È l'omicidio della coalizione. E se c'è
qualcuno ora in grado di far resuscitare il morto, lo faccia al più presto".
La De Simone, che donna finta non è, ha fatto il... miracolo, facendo
resuscitare un morto, la "Margherita" di Ciriaco De Mita, destinato ormai
per volontà popolare all'eterna sepoltura anche in provincia di Avellino.
Che sia stata una "cosa meravigliosa" (miraculum) quella posta in
essere dalla "non" donna finta è tutto da verificare; che la remissività
della Presidente dinanzi ai diktat del Nuscano abbia alla fine consentito al
nipotino dello stesso, clamorosamente bocciato dalle urne, di andare
comunque nella massima assise provinciale è sotto gli occhi di tutti. Come è
sotto gli occhi di tutti il benservito che la De Simone ha dato ai
componenti della Giunta varata in prima istanza e mandati a casa, senza
forse neanche chiedere loro scusa. Se questa è buona creanza democratica, lo
dicano i lettori....
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