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Francesco D'Ercole
Tra sogni e realtà c'è
di mezzo il...
Nato il 12 luglio
1946 a Misurata (Libia) da una famiglia di coloni italiani. Laureato in
Giurisprudenza ed Economia Marittima. Sposato con due figli, è dirigente
della Procura della Repubblica di Avellino. E' abilitato all'attività
forense. E' stato Segretario provinciale del MSI e quindi di AN dal 1988
al 1997. Dopo le elezioni amministrative del 1995, primo dei non eletti
al Consiglio comunale di Avellino subentra all'avvocato Gaetano Cerullo
che, eletto al Comune e alla Provincia, si dimette dall'assemblea
cittadina optando per il Parlamentino irpino. Resta in Consiglio
comunale fino al 1995 per farvi ritorno nel 1999. Diverse candidature
alla Camera (nelle elezioni della primavera del 1994 manca di poco il
bersaglio nel collegio di Avellino) ed al Senato con risultati non
positivi. Nel 1995 viene eletto
Consigliere regionale e nominato da Rastrelli Assessore regionale
all'Industria. Esce quasi indenne da un gravissimo incidente (1997)
sull'autostrada Avellino-Napoli: il suo autista muore sul colpo. Nelle
elezioni regionali del 2000 non viene eletto. Ritorna in Consiglio
regionale nel febbraio del 2001 subentrando all’ex Governatore Antonio
Rastrelli, chiamato ad altro incarico. Viene eletto presidente della
Commissione Statuto della Regione Campania, subentrando ad altro collega
di partito. Nel 2002 il Presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco
Fini, lo chiama a far parte della Direzione nazionale del partito.
Intervenendo al Congresso
nazionale di AN (primavera 2002) ha detto: "Stiamo facendo un sogno
che dobbiamo tradurre in realtà: trasformare questo partito, che è
ancora strutturato come un partito di opposizione, in un partito di
governo che è capace di dare risposte anche nelle realtà locali. Il mio
lavoro politico si svolge in una terra come l'Irpinia dove personaggi
come Mancino e come De Mita vengono ancora identificati con il potere.
Io non posso dire a chi mi chiede soluzioni sul territorio che ora
governano loro, perché adesso governiamo noi. Ecco allora la necessità
di dare risposte, non di tipo clientelare ma di tipo operativo,
nell'interesse della collettività".
(nella foto in alto l'Università di
Misurata-Libia) |