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Ciriaco De Mita
L'intellettuale
della Magna Irpinia
Nato a
Nusco il 2 febbraio 1928. Coniugato con Anna Maria Scarinzi ha quattro
figli: Antonia, Giuseppe, Simona e Floriana. Conseguita la laurea in
Giurisprudenza all'Università Cattolica di Milano dove arriva grazie
all'interessamento di Fiorentino Sullo, inizia a lavorare presso
l'ufficio legale Eni di Enrico Mattei. I primi approcci con la politica
risalgono agli inizi degli anni Cinquanta nella redazione del periodico
avellinese "Cronache Irpine", promossa da Sullo. Nel 1963 la prima
elezione alla Camera dei Deputati. Sottosegretario all'Interno per le
Regioni nel primo Governo Rumor (1968), nel 1969 vince in Irpinia la
battaglia delle tessere di partito e mette k.o. Fiorentino Sullo, il suo
"inventore". Vicesegretario nazionale della DC durante la gestione di
Arnaldo Forlani, si dimise nel febbraio 1973. E’ "promosso" Ministro per
l'Industria, Commercio ed Artigianato nel quarto e quinto Governo Rumor
(73-74). Nuova esperienza di Governo (Commercio con l'Estero) nel quarto
e quinto Governo Moro (74-76). Andreotti lo avrà Ministro per gli
interventi nel Mezzogiorno in due Governi (76-78). Dal 1982 (maggio) al
1989 (febbraio) è stato Segretario nazionale della Democrazia Cristiana,
confermato in due congressi, e dal 13 aprile 1988 al 23 luglio 1989 è
stato Presidente del Consiglio dei Ministri. Nel 1989 assume la
presidenza del partito. Nel febbraio del 1990 lascia la carica per
vicende interne al partito. Recupera la presidenza del partito nel
novembre dello stesso anno in seguito al rifiuto delle sue dimissioni da
parte del Consiglio nazionale dello scudocrociato e la mantiene fino al
1992. Nel 1992 viene nominato presidente della commissione bicamerale
per le riforme elettorali, dalla quale si dimette nel marzo del 1993
quando vicende giudiziarie legate alla Tangentopoli irpina coinvolgono
il fratello Michele ed il cognato Francesco Scarinzi. Dopo lungo
silenzio, ricompare in pubblico in occasione della "Festa dell'Amicizia"
di Ceppaloni dell'estate 1993 svoltasi presso la villa del suo
luogotenente Clemente Mastella. Nel momento di trasformazione della DC,
entra a far parte del Partito Popolare di Martinazzoli che nelle
elezioni del 1994 non lo candidò alla Camera dei Deputati. Nelle
elezioni del 1996 viene eletto Deputato con una lista "fai da te" ed
entra a far parte del gruppo del PPI a Montecitorio. Alla vigilia del
voto il New York Times titola così un servizio da Nusco: “Un ex
presidente del Consiglio mette alla prova la qualità della clemenza
degli elettori” e scrive: "Osannato qui come un eroe locale, De Mita
vede il suo ritorno come una possibilità di dimostrare che i politici
della vecchia guardia hanno ancora da insegnare". Il quotidiano osserva
che l' ex premier "è quasi certo di vincere, a dispetto della sua
reputazione nazionale". Nelle elezioni europee del 13 giugno 1999 viene
eletto con circa 100.000 preferenze, lasciando a terra Gerardo Bianco.
Eletto segretario regionale del Ppi, viene riconfermato alla Camera
nelle politiche del 2001, trovando anche la fantasia - lui già Capo del
Governo ed ex Segretario nazionale della Democrazia Cristiana,
partito-Stato per lunghissimi lustri - di… rilassarsi guidando il
coordinamento regionale della Margherita e non disdegnando di far
ricorso al turpiloquio per criminalizzare le formazioni e gli
antagonisti politici. Dopo la fusione della Margherita e del Ds (ex Pci)
con la nascita del Partito Democratico, il "nostro" agguanta la
segreteria regionale del nuovo soggetto politico dal quale si allontana
in occasione delle elezioni politiche dell'aprile 2008 per confluire
nell'Udc di Pierferdinando Casini. Candidato al Senato, viene
sonoramente sconfitto ed abbandonato dai suoi stessi antichi amici di
cordata. Nelle elezioni del giugno 2009 viene eletto Europarlamentare
per l'Udc di Casini.
Questi alcuni titoli dei giornali che si sono
interessati del king di Nusco: I giovani manager - I velanzini (Corriere
della Sera 31.10.1973, Pansa); Le promesse di De Mita non arginano la
frana democristiana (Roma 20.11.74, Biazzo); Ciriaco il pigro (il
Borghese 11.12.1977); Con lui vince un modo di far politica (Il Mattino
06.05.1982, Aurigemma); Ecco i redditi e proprietà di De Mita (La
Repubblica 07.12.1988); E il terremoto colpì i De Mita (Il Sabato
10.12.1988, Rotondo); Che cosa si può imputare a De Mita (Espresso
18.12.1988, Valentini); Un boss, anzi uno statista (Panorama 18.12.1988,
Ceccarelli); A noi due, Indro (Panorama 18.12.1988, Cantore); Nusco
torna a tremare (Corriere della Sera 25.03.1993, Merlo); Triste storia
di Ciriaco, da padrone d'Italia a padrino della nuova DC (Il Giornale
23.01.1994, Guiglia); Dell'Italia farà una Svizzera, Scalfari dixit (Il
Giornale 30.01.1994, Socci); Le batterie di Nusco non sono ancora
scariche (L’Opinione Irpina 24.01.1995, Laurenzano); Rotondi: "De Mita
ha trattato con Alleanza Nazionale per salvarsi dai giudici" (Il
Giornale di Napoli 14.04.1995, Laurenzano); De Mita e il crac della
Dominion (Il Tempo 13.06.1995, Pochia); De Mita e Andreotti
restituiscano 44 miliardi (La Repubblica 28.03.1996); De Mita e Forlani
a giudizio per corruzione (Il Giornale 24.06.1997, D’Alessandro).
(nella foto in
alto la Cattedrale di Nusco) |