POLITICI  IRPINI

 







 

 

Antonio Maccanico

Il commis della Prima Repubblica

E' nato ad Avellino il 4 agosto  1924.   E' sposato  con Marina Ciucci.  Si forma al prestigioso collegio giuridico "Giuseppe Mazzini" annesso alla Normale di  Pisa  e si laurea in Giurisprudenza nel 1946.  Caduto il fascismo che lo  aveva  visto  "avanguardista", nel 1946 si iscrisse al PCI che lasciò all'indomani  dell'occupazione  dell'Ungheria  da parte  sovietica.   Nel  1947  inizia  la  sua  carriera come funzionario parlamentare alla Camera dei Deputati durante  la delicata   fase  dell'Assemblea  Costituente. Grazie  alla protezione dello zio Adolfo Tino - l'avvocato che con Ugo  La Malfa  nel  1942  fondò il Partito d'Azione la cui eredità  venne successivamente raccolta dal Partito Repubblicano  -  si fa  strada  nei palazzi romani. Nel febbraio del 1962 approda al Ministero del Bilancio come capo dell'ufficio legislativo. Nel 1964 ritorna a Montecitorio come direttore  del  servizio delle  commissioni.   Dal primo luglio 1972 assume l'incarico di Vicesegretario generale. Quindi Segretario generale  della Camera  (1976)  e  poi  della Presidenza della Repubblica con Pertini  (1978)  e  Cossiga   (1985).    Nel   1987,   grazie all'appoggio  di  Ciriaco  De  Mita,  divenne  Presidente  di Mediobanca occupando la poltrona che già  fu dello zio  Adolfo Tino.  E'  stato  Ministro  per  gli  Affari  regionali  e i problemi istituzionali dal 13 aprile 1988 al 13  aprile  1991 (Governi  De  Mita  ed Andreotti).  Venne eletto senatore nel collegio di Milano 1  (1992)  per  il  Partito  Repubblicano. Sottosegretario  alla  Presidenza  del Governo Ciampi (aprile 1993-maggio 1994).  Presidente dell'Associazione italiana  di studi  parlamentari,  è autore  di  numerose pubblicazioni in materia  di  finanza pubblica e di problemi giuridico-istituzionali. Nel  febbraio  riceve l'incarico da Scalfaro di  formare  il  Governo. In  relazione  a  questa esperienza non coronata da successo dirà: "Nel  corso del tentativo di formare il governo ho avuto conferma della possibilità di dare al  Paese le  regole e le istituzioni delle quali ha bisogno per uscire dalla crisi.  Ho  deciso  pertanto  di  tornare  in  politica proprio per dare il mio contributo in questa direzione". Eletto Deputato nelle "politiche" del 1996 per l'Ulivo nel Collegio di Avellino, viene nominato Ministro delle Telecomunicazioni da Romano Prodi. Abbandona di fatto i rapporti con l'elettorato il che provoca reazioni tra i partiti che lo hanno votato. Nel successivo “Governo D’Alema”, quello del ribaltone ai danni di Romano Prodi, Maccanico non riceve incarichi ministeriali. Alla costituzione del movimento “I Democratici” (simbolo: l’asinello), Maccanico aderisce alla nuova formazione. Rieletto Deputato (Ulivo) nelle politiche del