INNO AL VINO
di Morando da Padova

Vinum dulce gloriosum

pingue facit et carnosum

atque pectus aperit.

Il vino dolce e glorioso

rende l'uomo pingue e carnoso

e grande fa il torace.

Et maturum, gustu plenum,

valde nobis est amoenum,

quia sensus acuit.

Se maturo, pien di gusto,

a noi risulta molto giusto,

perché ai sensi fuoco dà.

Vinum forte, vinum purum

reddit hominem securum

et depellit frigora.

Il vino forte, il vino puro

l'uomo rende sicuro,

e porta via freddo e tremori.

Sed acerbum linguas mordet,

intestina cuncta sordet

corrumpendo corpora.

Ma acerbo in bocca morde,

tutte le budella rende lorde,

e gran danno al corpo arreca.

Vinum vero quod est glaucum

potatorem facit raucum

et frequenter mingere.

Quel che ceruleo è di colore

rende roco il bevitore

e facile la sua minzione.

Vinum vero turbulentum

solet dare corpus lentum

et colorem tingere.

Il vino torbo assai sovente

rende le membra lente

e dei colori strage fa.

Vinum rubeum subtile

non est reputandum vile,

nam colorem generat.

Il vino rosso e sottile

non è da considerare vile,

al viso infatti luce offre.

Auro simile citrinum

valde fovet intestinum

et langores suffocat.

Quel che è biondo come l'oro

fa benissimo al piloro

e soffoca i languori.

Alba lympha maledicta

sit a nobis interdicta,

quia splenen provocat.

Bianca acqua maledetta

sia da noi sempre interdetta ché alla milza insulti dà.

 

Apuleio I Sec. d.C. scriveva: “Il primo bicchiere è per la sete, il secondo per l’allegria, il terzo per la voluttà, il quarto per la pazzia”.