UN RE SENZA CORONA

 

 

Il percorso che conduce all'impianto di un'azienda - piccola o grande che essa sia - collegata direttamente o indirettamente con il variegato e non sempre profumato mondo del vino rappresenta un'esperienza molto dissimile da quanto avviene in altri settori dell'imprenditoria. Innanzi tutto per la natura del prodotto, che richiede rispetto e cultura non semplicemente specifica, e subito dopo per le caratteristiche antropologiche di quanti operano in questo comparto.

Da sempre il re incontrastato - senza corona e senza reame - di ogni tavola, sontuosamente imbandita o essenzialmente attrezzata, è  Mister Vino, rifugio di tutti, di potenti e fiacchi, tutti accomunati da un solo desiderio che in fondo è  quello di lasciarsi prendere, senza resistenza alcuna, dai profumi e dagli aromi elettrizzanti che solo la preziosa essenza di un chicco d'uva può generare.

Invasi dal magico elisir il potente prende gli abiti del fiacco, il fiacco rafforza la propria natura ed insieme inneggiano alla vita, dimenticando il primo le ansie ed il secondo le angherie della quotidianità. Il miracolo è  compiuto, il vero dominatore è  lui che vede accorpati insieme, genuflessi ai piedi di un trono senza corona e senza reame, i vari esemplari della specie umana.

Eppure, nonostante questa sua capacità  taumaturgica, non sempre Mister Vino è  adeguatamente ripagato e premiato dal comportamento dei suoi stessi... miracolati.

Manipolato nella sua configurazione fisica, compresso nei suoi pregi intrinseci, represso nei suoi naturali principi, non di rado è  costretto a sottostare alle urgenze del mercato ed alle violenze degli operatori della cantina.

Recuperato da pie mani, l'amico dei fiacchi e dei potenti ricompensa con generosità  quanti hanno l'amabilità  e l'intelligenza di garantirgli un sereno... invecchiamento.