TAURASI  D.O.C.G.

IL PRINCIPE DEI VINI

 

Dal migliore vitigno dell'antichità la Vitis hellenica - l'odierno Aglianico - si ottiene il vino Taurasi, considerato a ragione il miglior prodotto, il Re, il Monarca di tale prestigiosa famiglia. Prende il nome da un piccolo centro dell’Irpinia, che a sua volta porta il medesimo nome di un’importante città dell’antica tribù degli Irpini, Taurasia dalle vigne opime (Tito Livio).

Si tratta di un vino eccellente che ha percorso una lunga fama fino a giungere tra i top italiani. E' prodotto in un’area di grande tradizione vitivinicola, che comprende comuni ricadenti tutti in Irpinia. Perfetto appare l'equilibrio tra il clima, il vitigno e il terreno, equilibrio che si è andato armonizzando e rafforzando nei secoli, fino a fondersi in un vino dalle peculiarità superiori, che si caratterizza per la complessità aromatica, il gusto vellutato, pieno ed elegante, i profumi intensi e delicati. Oggi, il Taurasi, vinificato con le più moderne tecnologie, ma nel rispetto della tradizione, è uno dei pochissimi vini italiani meritevoli di lunghissimo invecchiamento. La vite è, in prevalenza, allevata a guyot o a cordone speronato in vigneti specializzati, a sesti fitti, con produzioni che raramente superano gli ottanta quintali ad ettaro. E' il primo vino del meridione cui è stata conferita la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, massimo riconoscimento che può essere attribuito ad un vino.  Il "Taurasi" ottenne il riconoscimento della Denominazione d’Origine Controllata (DOC) con l’emanazione del D.P.R 26 marzo 1970. In base al relativo disciplinare di produzione il vino DOC Taurasi doveva essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno Aglianico. L’anno 1992 ha visto il passaggio dalla DOC "Taurasi" alla DOCG "Taurasi" attraverso il relativo procedimento di riconoscimento. Il Comitato Nazionale per la tutela delle Denominazioni d’Origine dei vini riconobbe al "Taurasi" il requisito di "particolare pregio" atto a farlo diventare vino a DOCG. Il vino deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno tre anni di cui almeno uno in botti di legno. Se invecchiato quattro anni, di cui almeno 18 mesi in botti di legno, il Taurasi può denominarsi Riserva