AVELLINO NEWS

INVERSIONE DI TENDENZA

Con la tornata elettorale del 9 e 10 aprile 2006 sembra che l'Irpinia - liberata dal condizionamento del voto di preferenza che da queste parti per lunghissimi anni ha avuto il significato preminente di controllo della volontà dell'elettore - voglia voltare pagina. Il richiamo della foresta, cioè dei centri di poteri gestiti dalla nomenklatura della Prima Repubblica, comincia - volendo dare un significato politico ai valori numerici partoriti dalle urne - ad essere meno avvertito, più flebile. Chi pensava che nella terra della "balena bianca" - sempre più simile al rifugio di afflosciati pachidermi - le difficoltà gestionali del governo Berlusconi si tramutassero in un plebiscito di voti a favore della variopinta coalizione di centrosinistra è andato deluso, finendo con l'attribuire la non sconfitta del centrodestra alla capacità mediatica del Cavaliere di Arcore. Nulla di più stolto! Che Berlusconi con la sua passione e la sua veemenza abbia dato la "carica" al corpo elettorale è fuori di discussione; che Berlusconi abbia "stanato" quanti per pigrizia o per indifferenza avevano deciso di disertare le urne è indiscutibile, ma attribuire tout court alle ben note doti di comunicatore del Cavaliere la tenuta del centrodestra sa di ipocrisia e di scarso senso della realtà. Perché non dire, invece, che l'elettorato moderato non si è riconosciuto in uno schieramento, quello prodiano appunto, che è risultato composto da tutto e dal contrario di tutto? Perché non dire che nell'Unione al fianco dei garantisti sono scesi in campo i giustizialisti, al fianco dei cattolici gli atei, al fianco dei liberali i leninisti, al fianco dei tradizionalisti i fautori dei pacs? Di fronte a questo scenario i cittadini-elettori hanno fatto prevalere i sentimenti sui risentimenti non accordando a Prodi & C. quella messe di voti che i sondaggisti (?) avevano pronosticato. Su questa situazione generale si è innescata a livello locale, sia pure in maniera soft, una forma di rigetto nei confronti della vecchia e datata classe politica,  apparsa - mai come in questa vicenda elettorale -  superata ed obsoleta. (15-04-06)

ELEZIONI 2006

De Mita & Mancino

 
L'UNIVERSITA' IN CITTA'

Finalmente, dopo tante notizie negative per l'Irpinia e per la gente di questa generosa terra, dopo le patetiche performance di Ciriaco De Mita ormai sempre più avviato verso un linguaggio politico che non conosce precedenti in fatto di rozzezza, dopo le scialbe pagine di cronaca cittadina incapaci di denunciare lo stato di squallore istituzionale generato dal clan degli ulivisti, dopo le polemiche da cortile tra ex democristiani ed ex comunisti per l'accaparramento delle poltrone alla Provincia ed al Comune capoluogo, dopo tutto ciò giunge la lieta novella: Avellino avrà un corso di laurea collegato con la viticoltura.

AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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PIANO REGOLATORE GENERALE OPPORTUNITA' MANCATE

Del nuovo strumento urbanistico ad Avellino si parla da lunghissimi mesi se non addirittura da anni. Intorno a questo complesso e non facile da sfogliare capitolo della pubblica amministrazione ruotano interessi di varia natura, in parte legittimi ed in parte sostenuti da spinte speculative. Della complessità della vicenda ne sa qualcosa l'ex sindaco del capoluogo irpino, Antonio Di Nunno, costretto alle dimissioni per essere entrato in rotta di collisione con il vecchio apparato democristiano proprio sul Prg. Il che la dice lunga sul significato che viene assegnato al nuovo assetto urbanistico che si intende dare alla città. A parte queste considerazioni che riguardano il substrato politico che è alla base della discussione amministrativa in atto, discussione che vede accomunati in maniera trasversale gruppi appartenenti ad opposte barriere ideologiche, va detto che gli amministratori comunali di Avellino che si sono avvicendati dal 1943 - epoca del disastroso bombardamento anglo-americano che distrusse il centro urbano - al dopoterremoto del 1980 che fece altre macerie, non hanno avuto l'intelligenza e la cultura di cogliere l'opportunità data loro da due tragici eventi per poter immaginare e disegnare con gradualità una nuova città. Una città con moderni criteri urbanistici e, soprattutto, più vivibile sotto l'aspetto estetico. Perché, diciamola tutta, Avellino così come oggi è, con edifici non allineati, sbilenchi  e per giunta realizzati con tipologie spesso in contrasto tra loro, sicuramente non soddisfa le esigenze del buon gusto. E' una città "brutta" che rende difficile quel vivere insieme che caratterizza la vita di molte piccole realtà italiane. (14.01.05) 

 
SEMPRE PIU' PUPI

La figura del "pupo" domina la scena politica avellinese: gente sensibile al telecomando azionato da scaltri e occulti "pupari" vivacchia ed opera in tutti i partiti ed in tutte le coalizioni. Il sistema elettorale dell'investitura diretta, che avrebbe dovuto assicurare al gestore della res publica autonomia e responsabilità di scelta, viene interpretato come strumento di subordinazione prona da parte del "pupo" nei confronti di chi  (il "puparo") ha voluto la sua presenza su una determinata poltrona del potere.

 
LE "OPERE" DELL'EX SINDACO DI NUNNO

 

I "PROBLEMI" DEL SINDACO GALASSO

 
 
EMERGENZA RIFIUTI

L'Irpinia da lungo tempo è in grande sofferenza ambientale. La totale incapacità gestionale della Giunta regionale della Campania pilotata da Bassolino investe anche la provincia di Avellino, sommersa da rifiuti.

 

 

COTTURA A FUOCO LENTO PER LA DE SIMONE

Gli uomini della Margherita, sotto l'attenta regia di Ciriaco De Mita, stanno cuocendo a fuoco lento il Presidente dell'Amministrazione provinciale, la diessina Alberta De Simone che continua ad essere oggetto di strali velenosi ed avvelenati fiondati  ingenerosamente dai cosiddetti alleati centristi. Libido di egemonia e istinto di sopravvivenza sono alla base dei comportamenti arroganti e demolitori degli eredi dell'ormai defunta Democrazia Cristiana (ogni tentativo di far rivivere la "balena bianca", comunque e dovunque posto in essere, è semplicemente patetico). Accusata di incoerenza politica, la De Simone finge di non allarmarsi più di tanto per ciò che le capita e di non avvedersi del vuoto che quelli della Margherita, giorno dopo giorno, le vanno facendo intorno. Ingenua, spera di

bypassare la tempesta e di giungere indenne al termine di un ciclo amministrativo che, comunque, passerà alla storia dell'Irpinia come uno dei più deludenti.

RICORDI: BAR LANZARA

TRAFFICO IN TILT

 

SINGOLARE CONFESSIONE

Nella terra dell'Aglianico, tra i fumi del vino che fu caro agli Elleni ed i profumi non odoranti di una "Margherita" sempre più condizionata dai diktat degli ex comunisti, Ciriaco De Mita - riferiscono le cronache - ha confessato: "Non ho omologhi sul territorio provinciale, la mia testa, la mia dignità e la mia storia non hanno eguali". Che il tasso di arroganza del king di Nusco fosse al di sopra dei valori... fisiologici è un dato di fatto riscontrato da tempo e nel tempo, ma che la sua autocelebrata superiorità potesse spingerlo a tanto, con buona pace di tutti gli Irpini, è unicamente stucchevole.

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