AVELLINO NEWS

ALLEANZA NAZIONALE CHIUDE

Con l'uscita di scena, pardon: dal Consiglio regionale, dell'unico e solitario esponente del "suicidato" partito di Alleanza Nazionale e riuscendo al tempo stesso impresa ardua indicare a chi possa appartenere in definitiva la cosiddetta coordinatrice provinciale del Pdl che tutto fa tranne che coordinare, sul palcoscenico della destra provinciale cala il sipario, finisce un'era caratterizzata da tornacontismo e gestione del potere fine a se stesso. Finisce un'era, ma non tramonta l'Idea della destra, quell'Idea che consente al governo nazionale – come al provinciale ed ora, finalmente, anche al regionale - di definirsi ed essere definito di centrodestra, tre governi che in assenza di espressioni dell'autentica destra nazionale altro non sarebbero che la riedizione, per giunta in chiave decisamente peggiorativa rispetto all'originale, della Democrazia Cristiana. Quando alla saggia politica dell'aggregazione di entità appartenenti alla stessa cultura ideologica si antepone la pratica cinica dello smantellamento, quando l'arroganza fondata sul nulla si antepone alla ricerca del dialogo e del confronto, quando si usa la leva del comando per ridimensionare affiliati alla stessa comunità partitica e non per contrastare l'avversario politico, quando si teme che il demone stia in casa propria e non in casa altrui, quando si percorrono sentieri non compatibili con la propria provenienza, quando si dimenticano - sull'onda dell'ingratitudine più squallida - generosi benefattori incontrati lungo la strada, quando al partito ufficiale si preferisce la "parrocchia" di paese, quando si predilige l'individualismo rispetto al gioco di squadra, quando tutto ciò si verifica l'artefice di tutto ciò dovrebbe andare a piedi nudi al santuario di Montevergine se l'uscita di scena, per volontà popolare, non sia avvenuta molto prima. Ma forse a piedi nudi andranno tutti coloro che da tale situazione disastrosa e disastrata sperano di far risorgere in Irpinia un movimento politico che per lunghi decenni - da Alfonso D'Argenio fino a Gaetano Cerullo, non dimenticando Antonio Virgilio, Pasquale Acone, Enrico Fioretti, Arnaldo Penta, Filippo de Jorio, Gaetano Iandoli, Luigi de Conciliis - ha riscosso la stima ed il rispetto, senza "se" e senza "ma", da parte del popolo irpino e persino da parte di storici e tenaci avversari politici. La nostra provincia, oggi più di ieri, ha bisogno di una destra - moderna, cattolica e sociale - che sappia interpretare le istanze di quanti, non riconoscendosi nell'emisfero di sinistra, per lunghissimi anni sciaguratamente sono stati lasciati nell'oblio e privati persino della loro stessa voce. Una destra sensibile alle numerose problematiche presenti sul territorio, con esponenti capaci di intendere - secondo gli insegnamenti almirantiani - la politica come missione e non come mestiere (e di mestieranti della politica la piazza è zeppa!). Una destra così intesa sicuramente risulterebbe salutare per la componente moderata delle coalizioni di centrodestra. In Irpinia, come altrove. (02-04-10)

 

 

AMMINISTRAZIONE COMUNALE

 
 

LA RAGNATELA DEMOCRISTIANA

La recente vicenda elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale ha consegnato alle cronache una miriade di raggruppamenti e quindi di personaggi politici, con sigle e bandiere diverse, che in epoca non remota tutti insieme avrebbero costituito la "balena bianca", rappresentandone  fedelmente le varie e contrapposte correnti. Correnti che hanno caratterizzato, in maniera spesso rissosa e piazzaiola, una lunghissima fase della storia repubblicana del nostro Paese: litigavano e si affrontavano a muso duro ma poi finivano per accordarsi intorno alla solita torta del potere. Anzi, più litigavano e più la fetta di torta aumentava di spessore e di consistenza. Gli eredi naturali di quella cultura non hanno disdegnato in occasione della recente tornata elettorale di mettere in pratica gli sperimentati sistemi della contrapposizione per strapparsi a vicenda voti, consensi e preferenze. Insomma, tra gli eredi della vecchia e defunta Democrazia Cristiana non vi era pace ieri e non vi è pace oggi: dispersi come sono nel vasto arcipelago della politica i discendenti dei De Gasperi, dei Sullo e dei De Mita hanno messo in mostra ancora una volta la loro litigiosità che con la cultura moderata  e cristiana, a prescindere da quanto vanno sbraitando sulle piazze, non ha proprio nulla in comune. Presenti nel centrosinistra come nel centrodestra, hanno fatto della litigiosità il loro motivo di sopravvivenza, accomunati però dalla stessa strategia che è quella di assicurarsi comunque un posto al sole. Proprio come i famosi personaggi di Pisa! Ed in questo sono stati bravi, memori dell'esempio dei grandi, cioè dei preziosi insegnamenti avuti dai loro padri putativi che in fatto di occupazione del potere risultano ancora imbattuti e detentori di primato. Non è di tutti, infatti, rimanere a galla - sia pure con diverse sigle appiccicate addosso - senza avere più alle spalle un partito organizzato. E nella ragnatela di questi signori ancora una volta sono finiti ingenui elettori che, guardando al passato e rinunziando a contribuire a migliorare il presente, hanno dato linfa a simulacri di un'epoca ormai finita in archivio ed oggetto soltanto di attenzione da parte di studiosi e saggisti di antropologia politica sempre alla ricerca di esemplari in via di estinzione.

 

IL NEO PRESIDENTE CALDORO DIA SPAZIO ALLE ZONE INTERNE DELLA CAMPANIA, SAPENDO SCEGLIERE IL MEGLIO TRA LE RISORSE UMANE A DISPOSIZIONE ED AVENDO IL CORAGGIO DI METTERE ALLA PORTA QUANTI NEGLI ULTIMI ANNI NON HANNO LAVORATO PER L'IRPINIA. EVITI DI TRASFORMARE IL MOMENTO POLITICO NEL SOLITO MERCATO ORTOFRUTTICOLO!!!!!

 

 
RICORDI: BAR LANZARA

TRAFFICO IN TILT

 

 

LA DESTRA PER AVELLINO

La corretta gestione dell’Ente Locale deve essere finalizzata in primis a migliorare la vivibilità della città e di conseguenza a ridurre i disagi che quotidianamente i cittadini sono costretti a vivere. Pertanto, La Destra suggerisce agli amministratori comunali di curare con particolare attenzione i seguenti settori della vita pubblica.
MOBILITA’
a) organizzare le aree riservate al parcheggio auto, nel rispetto del rapporto tra le zone a pagamento e le zone “libere”;
b) realizzazione di aree extra moenia da riservare alla utenza automobilistica non cittadina;
c) rimodulazione del traffico lungo corso Vittorio Emanuele.
URBANISTICA
Attuazione di P.U.C. intercomunale con interazione tra il comune Capoluogo ed i comuni di Atripalda e di Mercogliano.
ECONOMIA
Incentivazione dell’artigianato locale con particolari agevolazioni fiscali per le piccole “botteghe” che operino nel centro storico.
SOCIALE
Rigorosa vigilanza in ordine all’assegnazione degli alloggi I.A.C.P., con sloggio ad horas di occupanti abusivi; interventi di tutela dei cittadini italiani senza tetto.
SERVIZI
a) razionalizzazione della gestione delle strutture sportive pubbliche;
b) potenziamento ed armonizzazione dei servizi comunali interni ed esterni, con riduzione della pratica degli incarichi esterni;
c) spoil system con conseguente allontanamento dall’Ente Locale dei consulenti nominati da precedenti gestioni amministrative;
d) realizzazione del canile comunale ed obbligo ai proprietari di cani di “chippare” i loro “amici”.
RIFIUTI URBANI
a) raccolta differenziata dei rifiuti urbani mediante il sistema del “porta a porta”;
b) canone TARSU rapportato all’effettiva quantità prodotta dai singoli nuclei familiari;
c) creazione di oasi ecologiche capaci di riciclare i rifiuti conferiti autonomamente dai cittadini, i quali potranno di conseguenza beneficiare della riduzione del canone TARSU.
AMBIENTE – TEMPO LIBERO – CULTURA
a) istituzione della consulta ambientale, coinvolgendo le associazioni del settore che effettivamente operano sul territorIo;
b) sollecitare lo sviluppo di attività sportive con opportune iniziative al fine di impegnare i giovani liberi da esigenze scolastiche;
c) interscambi culturali (arte, poesia, letteratura, musica) con gli altri capoluoghi di provincia della Campania.
SICUREZZA
a) coordinamento tra le forze di polizia (carabinieri, guardia di finanza, polizia di stato) e la polizia municipale con controlli diurni e notturni nei quartieri di periferia;
b) monitoraggio delle zone maggiormente esposte alla delinquenza comune ed organizzata tramite sistemi di video sorveglianza.

                ama la tua città