GENS IRPINA

Filippo de Jorio

Un esteta con il culto della coerenza

Filippo de Jorio (1918-2003) resterà negli annali della storia dell'Irpinia - e dovrà essere ricordato alle future generazioni di questa terra - per la sua coerenza che, nulla avendo in comune con il fanatismo, è stata sempre sostenuta dalla profonda convinzione della fondatezza dei postulati etico-politici in cui ha creduto e per i quali si è distinto. Nella società, nella scuola, nel travagliato mondo partitico. Amante del bello, nell'arte e nella natura, ardimentoso, audace e coraggioso, Pippetto de Jorio - che nelle aule dello storico Liceo Classico "Pietro Colletta" di Corso Vittorio Emanuele dalla cattedra di Storia dell'Arte ha visto sfilare e crescere intere generazioni di Avellinesi  - è stato un esempio di dedizione all'Idea per la quale, giovanissimo e volontario, conobbe la polvere dei campi di guerra. Promotore di molteplici battaglie condotte in Irpinia in tempi estremamente difficili dal Movimento Sociale Italia di Giorgio Almirante, de Jorio non ha mai amato il protagonismo, anteponendo su tutto l'operatività. Giornalista arguto ed elegante al tempo stesso, negli anni Settanta fondò, assumendone la direzione, l'agenzia di informazioni culturali e di attualità "dejpress", un valido strumento giornalistico con il quale nell'arco di un trentennio ha veicolato idee e messaggi nei Palazzi di Avellino e nelle contrade dell'Irpinia. Nell'edizione del 14 settembre 1975, la "dejpress" - ricordando i feroci bombardamenti subiti dalla città di Avellino nel 1943 ad opera dell'aviazione anglo-americana - "lanciò", a firma del Direttore,  un drammatico reportage che medsitalia che cialis farmacia che Disfunzione erettile che viagra generico prezzo che cialis vendita contrassegno che resta una pietra miliare delle cronache di quei tragici giorni avellinesi.