GENS IRPINA

Francesco De Sanctis

Sintesi di cultura e passione politica

Francesco De Sanctis nacque nel 1817 in provincia di Avellino,  a Morra Irpina, oggi Morra De Sanctis. Lasciò l'Irpinia ad undici anni per trasferirsi a Napoli dove ebbe i primi insegnamenti dallo zio paterno Carlo Maria, titolare di una scuola privata di lettere. Innamorato fin da giovane della lingua italiana, frequentò il "laboratorio" del marchese Basilio Puoti, famoso purista napoletano, con il quale collaborò nella revisione delle Regole elementari della lingua italiana. Nel "laboratorio" del marchese napoletano De Sanctis ebbe l'opportunità di conoscere Giacomo Leopardi. Il Puoti,  apprezzando le doti dell'irpino, gli fece ottenere una cattedra prima alla Scuola militare preparatoria di S. Giovanni a Carbonara (1839) e quindi al Collegio militare della Nunziatella (1841). Fu titolare di una scuola propria i cui discepoli seguivano lezioni di carattere linguistico, stilistico, retorico, letterario, estetico e storico. Attratto dalla politica e quindi dall'essere tra la gente, De Sanctis si allontanò dalla stretta osservanza del "galateo puotiano" tanto da essere definito "ribelle" dal maestro. Nel 1848 (15 maggio) prese parte ai moti insurrezionali insieme ad alcuni suoi discepoli: in seguito a questa sua iniziativa fu sospeso dall'insegnamento e, dal 1850 al 1853, venne incarcerato in Castel dall'Ovo a Napoli. Costretto ad andarsene dal capoluogo partenopeo, il 3 agosto 1953, con altri esuli napoletani, si trasferì a Torino, dove produsse una ricca e fortunata attività giornalistica. Nel 1856 ottenne una cattedra di letteratura italiana presso il Politecnico di Zurigo dove conobbe Mazzini, Liszt, Matilde Wesendonck (l'ispiratrice del Tristano, alla quale diede lezioni di lingua) e Wagner. Nell'agosto 1860, alla vigilia del plebiscito per l’annessione del Mezzogiorno al Regno sabaudo, tornò in Italia per mettersi a disposizione di Garibaldi che lo nominò governatore di Avellino. Dai contenuti forti l'appello che indirizzò al popolo dell'Irpinia in favore dell'annessione al Piemonte. Con passione si lanciò definitivamente in politica: fu deputato al primo parlamento italiano (1861) per i collegi di Sessa, Sansevero, Cassino, Lacedonia, Trani; Ministro della Pubblica Istruzione con Cavour e con   Ricasoli (marzo 1861-marzo 1862). Nel 1871 ebbe la cattedra di Letteratura comparata presso l’Università Federico II di Napoli. Le sue opere più importanti: Saggi critici (1866), Saggio critico sul Petrarca (1869), Storia della Letteratura Italiana (1870–1871), Nuovi saggi critici (1872), Un viaggio elettorale (1875). Inizialmente sostenitore della Destra moderata, divenne autorevole promotore della Sinistra costituzionale, laica e democratica. Benché fermamente anticlericale, il De Sanctis fu fautore dell'insegnamento religioso. Si spense a Napoli nel 1883.