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DA "FASCISTI" A... SFASCISTI
Un tempo, non molto lontano in verità, nella gestione della res publica di Atripalda dominava su tutto e tutti la cultura del... fascio, vale a dire la cultura dello stare insieme per tutelare con forza e con passione gli interessi superiori della collettività. Allo stato, a farla da padrona è la cultura dello... sfascio, vale a dire la cultura di tutti contro tutti, senza capo e senza coda, alla faccia della città e dei cittadini. Quali le conseguenze? La storica fiera della Città del Sabato va - di giovedì in giovedì - sempre più alla malora perdendo le sue secolari caratteristiche in barba al verdetto di un referendum popolare di cui nessuno più si ricorda; le casse comunali, anemiche perché private di possibili trasfusioni, mettono a rischio l'intero patrimonio comunale oggetto di mire insensate; pubbliche manifestazioni popolari ormai sono finite in archivio e nei ricordi scritti di Lello La Sala; il centro storico, a differenza di quanto avviene in altre città dove le locali antiche vestigia sono preservate dagli insulti del traffico veicolare, viene trasformato in un minicircuito automobilistico. Insomma, viva lo...sfascio!
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SINDACI IN...PRIGIONE
Sono guai per quei sindaci che, rinunciando per ignoranza o per altro alle prerogative loro riconosciute dal legislatore nazionale, rimettono ogni scelta di governo e persino la configurazione dell'Esecutivo municipale alle indicazioni dei partiti che li hanno sorretti nella conquista del palazzo di città. Sono guai per un motivo molto semplice da capire: questi Primi Cittadini (si fa per dire, naturalmente!) non sono arbitri bensì esecutori di volontà altrui e di conseguenza prigionieri dei tenutari dei partiti. Ed i loro guai - che si traducono in perdita di credibilità e di dignità - si riverberano inevitabilmente sulle comunità amministrate, comunità gestite da sindaci... prigionieri. Di questi esemplari la fauna irpina è abbastanza ricca...
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IL TAMBURO DELLA BANDA D'AFFORI
In un'epoca, quella che viviamo, di sfrenato ed irrazionale autonomismo, c'è chi da qualche parte del nostro Bel Paese sta ipotizzando di dotare i singoli campanili d'Italia dell'inno... cittadino. Dopo un attento sondaggio curato da una nota società del Paraguay, gli Atripaldesi sarebbero orientati ad adottare come inno della Città del Sabato una famosa canzone dialettale milanese "Il tamburo della banda d'Affori", un tamburo che "comanda cinquecento e cinquanta pifferi". Il che avrebbe particolarmente inorgoglito l'Esecutivo municipale che in fatto di pifferi ha in archivio una nutrita rappresentanza.
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L'ONOREVOLE VADA A SCUOLA
Il lessico per alcuni personaggi cosiddetti politici è sicuramente un optional, un di più. Da uno di questi soggetti, parlamentare nominato della Repubblica Italiana, abbiamo ascoltato: "I paesi dell'Irpinia, nel suo insieme, hanno...." e ancora: "Io sono pronto a dare la propria disponibilità....". Un personaggio così fatto dovrebbe sì entrare in aula, ma in un'aula di scuola elementare e possibilmente assistito da un maestro di sostegno della scuola primaria.
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LE "D" CHE D-ESTABILIZZANO L'IRPINIA
Ciriaco De Mita, Michele D'Ambrosio e Francesco D'Ercole hanno in comune un dato identificativo dei loro rispettivi cognomi: la D. Considerando ciò che i tre hanno combinato nei loro schieramenti politici di appartenenza e provenienza, non tornerebbe difficile - in sede di spelling - indicare la D equivalente a...destabilizzazione. La tattica dambrosiana ha contribuito e non poco a mandare a gambe all'aria l'intero centrosinistra con tutta la sinistra; il king di Nusco ha sconvolto la vasta e variegata area di centro generando spinte centripete e centrifughe così devastanti da fare apparire il tsunami un venticello autunnale; il fu capo Apache del centrodestra alla Regione (novello Mangas Coloradas) è stato tanto bravo nella gestione del proprio orticello da dover registrare la quasi totale scomparsa dal suolo irpino del movimento che fu caro a Giorgio Almirante.Cosa dire? E' il momento di cambiare...consonante!
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LE OCHE DI ATRIPALDA
Le oche del Campidoglio, siamo intorno al 390 a.C, starnazzando salvarono Roma ed i romani dall'assedio dei Galli che, guidati dal feroce Brenno, non riuscirono ad invadere il colle. A distanza di qualche.... secolo, altre oche - sicuramente non care a Giunone come lo erano quelle romane - hanno cominciato a starnazzare sulle sponde del fiume Sabato. Il loro starnazzio, però, teso ad acquisire visibilità a buon prezzo non riesce a fare alzare in volo neanche una farfalla.... |
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L'INCANTATORE CHE NON INCANTA
Il più famoso incantatore di serpenti indiano, Ali' Han Shamsuddin, celebre per i suoi record di lunghezza di permanenza in gabbie e cabine di vetro in compagnia di migliaia di scorpioni e serpenti, morì nel dicembre del 2006 nel corso di uno show, ucciso dal morso di un cobra di sei metri alla mano sinistra. Di incantatori sulle rive del fiume Sabato le cronache atripaldesi ne hanno registrato diversi esemplari, tutti apparentemente ben corazzati e quindi al sicuro da mortali attacchi. Ma il cobra vindice dei... fratelli oppressi alla fine l'ha spuntata mandando a quel paese un incauto incantatore che tutto era tranne che tale.
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TUTTI AL CAMINETTO
Le anime sparse della vecchia Democrazia Cristiana soffrono di nostalgismo e, sia pure disseminate in diverse e contrapposte formazioni politiche e partitiche, sperano di trovarsi tutte insieme intorno al famoso caminetto di Nusco per ascoltare in religioso mutismo la parola del vecchio Capo che, anche se privo ormai di ingenti truppe di seguaci come ai bei tempi della Prima Repubblica, è pur sempre un cervello pensante di cui devono tener conto quelli del Terzo Polo, a cominciare dai... badogliani di Gianfanco Fini.
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I CONTI NON TORNANO
Le casse del Comune di Atripalda segnano profondo rosso ed a pagarne le conseguenze sono i cittadini contribuenti chiamati a... dissanguarsi per compensare la scarsa fantasia degli amministratori non attrezzati per reperire fondi da canali istituzionali e far fruttare il patrimonio immobiliare comunale che per quanto di non eccessive dimensioni potrebbe, comunque, dare ossigeno alle anemiche risorse di cui dispone l'Amministrazione della città. La pineta comunale, il parco delle acacie, il centro servizi di via San Lorenzo - tutte strutture inutilizzate o quasi ed abbandonate al... sole - sono altrettanti esempi di inadeguatezza gestionale della cosiddetta squadra che guida (si fa per dire!) le sorti della comunità.
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IL SEGRETO DI PULCINELLA
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LE MANI NELLA MARMELLATA
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IL PAGLIACCIO
Si sa che in occasione di qualsiasi tornata elettorale i padrini di questo o di quel candidato amano presidiare i seggi per dare l'ultima "raccomandazione" ai presunti elettori amici e per scongiurare azioni di... avvicinamento ad opera di esponenti della controparte in campo. In queste singolari azioni di marcamento a zona ed a uomo, a secondo delle circostanze, capita di tutto e nessuno di questi singolari operatori si rende conto del fastidio che arreca agli elettori. Quando poi le azioni di... avvicinamento in prossimità dei seggi vedono come protagonisti padrini che si agitano in scompaginate manifestazioni di galoppinaggio la zona di... presidio si trasforma in una vera e propria pista di circo equestre dove il ruolo principe è sempre quello del pagliaccio.
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GEMELLAGGIO IN ARRIVO
Il responsabile marketing del Comune di Atripalda - per lanciare in orbita il marchio della città del Sabato - sta approntando la complessa procedura per attivare il gemellaggio con un paese dell'America latina, con una delle tante repubbliche delle banane. Sembra che contatti forieri di successo si stiano avendo con il Paraguay i cui rappresentanti governativi non disdegnerebbero di stringere rapporti di amicizia e quindi di scambi culturali e commerciali con Atripalda. L'operazione potrebbe risultare utile proprio agli amministratori della Città del Sabato che, mai come in questa fase della vita cittadina, hanno molta affinità con i colleghi del Para-guay, repubblica delle banane. In vista del gemellaggio, c'è già qualcuno che sta seguendo un corso accelerato di guaranì, lingua ufficiale di quella terra.
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TREMA IL PALAZZO
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DOTTORI SI NASCE
La "banda del camice bianco" continua a colpire in ogni occasione elettorale e sotto qualsiasi latitudine, in Irpinia come altrove. a destra come a sinistra. Approfittando ed avvantaggiandosi dello status di operatori della salute, il che pone l'assistito-elettore in una situazione di assoluta sudditanza psicologica, gli allievi di Ippocrate che scendono nell'agone elettorale, nel somministrare ai fruitori dei loro servizi supposte e papocchi vari, non disdegnano di unire alla prescrizione medica anche l'indicazione di voto, contravvenendo quindi ad ogni elementare regola deontologica. Chi tra i "camici bianchi" opera in tal guisa, sicuramente non... è nato "dottore", bensì è diventato "dottore". Il che è profondamente diverso.
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I "RIFIUTI" DELLA MARGHERITA
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SEPARATI IN CASA
La contrapposizione dialettica tra gli ex-comunisti e gli ex-democristiani è sempre all'ordine del giorno nella vita politica di Atripalda. I due gruppi, sia pure alleati (si fa per dire) all'interno del Partito Democratico, dopo aver "conquistato" il Comune ancora una volta grazie a lacerazioni nel centrodestra e dopo aver perso lungo la strada "pezzi da novanta", sono capaci di trovare unità di intenti solo nell'occupazione del potere, proprio come quei messeri di Pisa che di giorno litigavano e di notte ne combinavano di tutti i colori.
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fez & TRAPIANTI
Le elezioni amministrative del maggio 2002 sono passate alla storia spicciola di Atripalda per le amenità di cui si sono resi co-pratagonisti gli esponenti - alcuni noti, altri del tutto estranei alla realtà cittadina - del colorito schieramento del fu Ulivo. Uno schieramento che comprendeva di tutto un po': laici, cattolici, popolari, marxisti diessini, marxisti cossuttiani, marxisti marxisti, verdi, e così via. Insomma, una fauna bene assortita di esemplari alla ricerca spasmodica del... posticino al sole, possibilmente sulle sponde del fiume "Sabato" che bagna la cittadina irpina. Regista incontrastato della sceneggiata "ulivista" fu il Primo cittadino uscente che, in virtù di un decisionismo a dir poco sorprendente palesato nel corso dei suoi numerosi mandati, non era sfuggito in un passato non remoto all'attenzione di un fantasioso umorista che - con scarsa riverenza verso il passato - l'aveva vestito in orbace e fez, battezzandolo... Capaldux. Questo simpatico ex Primo cittadino, ad urne ormai chiuse ed a risultato acquisito in favore della fauna di cui sopra, fedelmente interpretando il.... lassativo ruolo degli.... uomini con il fez ebbe la baldanza di salutare, con una voce familiare, gli antagonisti politici con un sonoro grido alla Totti: "Vi ho purgato ancora". Il che spinse l'umorista ad immaginare lo scanzonato ex Primo cittadino, un democristiano di ferro, nelle vesti di un...manganellaro alla vecchia maniera pronto a mettere da parte l'olio di ricino per passare a cure... fisiche più convincenti. In questo bailamme di scarsa cultura democratica la Sindachessa che uscì dalle urne del 2002 avvertì qualche problema di adattamento ambientale. Dopo i primi giorni di smarrimento assoluto, la Sindachessa finalmente riuscì a mettersi in moto lungo itinerari tipici dello slalom di fondo, palesando, però, scarsa dimestichezza con le... racchette, tanto da essere recuperata dagli anfratti in cui si andava ficcando dall'onnipresente ex Primo cittadino, assurto al ruolo di conduttore di una Sindachessa senza... pista. Al solito umorista la fantasia non non venne meno: il... trapianto riuscì.
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