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GOVERNO DELLA CITTA' L'intolleranza politica è il distintivo della Giunta municipale di Atripalda. Scarso rispetto delle minoranze consiliari tenute fuori da significativi momenti decisionali, convocazioni dell'assemblea senza concordare con i capigruppo l'ordine del giorno da sottoporre al voto dell'aula, insofferenza nei confronti di Consiglieri che nel rispetto del mandato avuto dal popolo esercitano la doverosa azione di controllo della gestione municipale e quindi di tutela degli interessi collettivi: non sono che dei "fiorellini" dell'Esecutivo ulivista della Città del Sabato. La compagine amministrativa di Atripalda, eletta con il voto del 26 maggio 2002, è costituita da rappresentanti dell'ex Partito Popolare, oggi ormai ingabbiato tra i petali della Margherita, da esponenti diessini e da socialisti dello Sdi. Il Sindaco, Lina Rega, già assessore municipale all'Igiene negli anni Settanta in una Giunta comunista, è alle prime armi come Primo cittadino e questa inesperienza emerge in ogni occasione anche in maniera vistosa, nonostante i suggerimenti che... generosamente le assicura l'ex sindaco, Gerardo Capaldo. Il che determina una situazione di incertezza nella guida della macchina burocratica e dell'apparato politico. La ripartizione delle poltrone nell'Esecutivo, avvenuta tra una serie di polemiche e di contraddizioni, alla distanza è risultata per nulla ispirata a principi di competenza. E gli effetti di quanto vanno combinando assessori e consiglieri delegati stanno sotto gli occhi di tutti. Commercio, pubblica istruzione, ambiente sono settori in grande sofferenza. Il territorio, in particolar modo, benché affidato alle cure di tre figure, versa in condizioni di assoluto degrado. L'assessore all'Urbanistica (il diessino Luigi Tuccia), l'assessore all'Ambiente (la diessina Lina Napoletano) ed il consigliere delegato alla tutela del parco pubblico (il diessino Franco Landi), al di là delle belle parole di facciata, poco o nulla hanno posto in campo per migliorare la vivibilità dei cittadini. E Atripalda non è.. New York! Insomma, il papocchio cucinato dal Sindaco al momento del varo della Giunta ha sortito risultati modesti, e non poteva essere diversamente. Il Primo cittadino finge di non rendersi conto di quanto avviene: la sua maggiore preoccupazione è di dare della città un'immagine che sicuramente non è quella reale. Così messi, gli uomini e le donne dell'Ulivo si sono imbarcati in un'avventura amministrativa che sicuramente non gioverà alle fortune ed alle sorti di Atripalda. Nell'intera vicenda, a rimetterci la faccia è stata la storica componente ex democristiana del mondo politico atripaldese, oggi a guinzaglio degli ex comunisti. Con tanti saluti alla cultura cattolica e popolare di sturziana memoria. |
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