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POLITICA IN IRPINIA

 

 


La provincia di Avellino, in ogni tempo, è stata sempre una terra fertile di intelligenze politiche e  di personaggi di notevole spessore culturale che hanno contribuito a scrivere la storia nazionale. Dall'epoca dell'Unità d'Italia fino ai giorni nostri. Dell'Assemblea Costituente nata con il voto del 2 giugno1946 fecero parte sei Irpini: Alfredo Covelli (Democratici Italiani), Costantino Preziosi (Democratici del Lavoro), Alfonso Rubilli (Unione Democratici Nazionali), Salvatore Scoca e Fiorentino Sullo (Democratici Cristiani) e Ireneo Vinciguerra (Psiup). Molta acqua sotto i ponti è passata da quel voto che segnò il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica e molti Irpini si sono avvicendati, dal 1948, nelle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama e, dal 1970, nell'aula della Regione Campania

 

Centrodestra: espressione forte di questo settore politico è Giuseppe Gargani che, dopo anni di militanza nella Democrazia Cristiana, ha aderito a Forza Italia senza rinnegare i valori del "popolarismo" di cui resta convinto assertore.  Lo schieramento può contare, inoltre, sull'apporto  di altri personaggi che con dignità e grande passione contribuiscono a disegnare sul territorio quella possibile alternativa al centrosinistra da più parti e da tempo invocata. Modestino Iandoli, membro del coordinamento regionale della Campania di Alleanza Nazionale e Coordinatore provinciale del partito di Gianfranco Fini, Franco D'Ercole, consigliere regionale di AN, Generoso Benigni, esponente di spicco di Forza Italia, Cosimo Sibilia, consigliere regionale di Forza Italia,  rappresentano la nuova frontiera della politica irpina, una politica che risulta ancora condizionata dal sistema di potere instaurato dalla nomenKlatura della Prima Repubblica che in Irpinia continua ad avere singolari personaggi che, dopo aver girato in lungo ed in largo i palazzi romani del potere, pur di sopravvivere non hanno esitato a vendere l'anima al diavolo. E' il caso di Mancino, De Mita e Bianco che, buttata alle ortiche la casacca di cattolici e popolari, alla fine hanno abbracciato la falce ed il martello dei post-comunisti che comunisti pentiti non sono.

Figura carismatica della Destra irpina è l'on. Emilio D'Amore, per lunghi anni Deputato della Repubblica nei banchi del Partito Nazionale Monarchico. Decano degli avvocati irpini, D'Amore - convinto assertore dei valori tradizionali della Destra illuminata e moderata - strinse con Giorgio Almirante, leader del Movimento Sociale Italiano, un "patto d'onore" al quale ha tenuto nobilmente fede anche quando suoi antichi amici monarchici l'infransero senza un comprensibile motivo politico.

 

Centrosinistra: il fronte contrapposto al centrodestra è rappresentato da Ciriaco De Mita, intorno al quale gironzolano tutti gli altri personaggi di questo settore politico, da Nicola Mancino e Gerardo Bianco (Margherita) ad Alberta De Simone e Angelo Giusto (Ds). Tutti al guinzaglio dell'uomo di Nusco, il grande superstite - politicamente vivente - della Prima Repubblica italiana, generata da un voto referendario sulla cui attendibilità si discute ancora.


Modestino Iandoli


Generoso Benigni


Giuseppe Gargani


Cosimo Sibilia