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PIETRE PREZIOSE |
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La città di Atripalda, nel corso dei secoli, si è sviluppata lungo le sponde del “Sabato”, il fiume che l’attraversa longitudinalmente. Il centro storico sorge sulla sponda destra e vede nella Chiesa Madre e nel Palazzo Civico, antico convento dei Padri Domenicani eretto tra il XIII ed il XIV secolo, le prestigiose testimonianze della fede cristiana e della cultura municipale.
Le origini della Chiesa Madre, che ricorda il martire Sant’Ippolisto (226-303) mandato al supplizio sulle rive del “Sabato” dagli uomini dell’imperatore Diocleziano, si fanno risalire alla fine del secolo XI; al suo interno è gelosamente custodito lo Specus Martyrum, raro esemplare di cimitero paleocristiano. Antistante l’ingresso secondario della Chiesa Madre vi è Piazza Di Donato, antico ritrovo di venditori ambulanti dei genuini prodotti della campagna atripaldese.
Poco distante dal Palazzo Civico vi è Palazzo Ducale edificato nel corso del secolo XVI dai Caracciolo, principi di Avellino e duchi di Atripalda. L’imponente struttura, alla quale si accede lungo via S. Maria, venne dichiarata monumento nazionale nel 1912 in considerazione del suo notevole significato storico-artistico. Affascinante per la presenza di rare piante esotiche il parco che “avvolge” il Palazzo, allo stato è abbandonato al degrado.
Il centro urbano di Atripalda sviluppatosi lungo
la sponda sinistra del fiume “Sabato” ha in Piazza Umberto il “fulcro” dell’intera Città. Luogo di attività
commerciale (famosa nell'intera regione campana la settimanale fiera del
giovedì) e di incontro, Piazza Umberto di Atripalda – per la sua
fisionomia e per la sua estensione – indubbiamente è uno dei luoghi
pubblici più interessanti dell’Irpinia. Un tempo su Piazza Umberto si
affacciava la collina di San Pasquale, che
contribuiva a dare un aspetto suggestivo all’intera zona. Verso la fine
degli anni Cinquanta amministratori comunali, per nulla amanti della
natura, decretarono l'abbattimento del ricco
parco
di tigli
che
sorgeva ai piedi della collina: al suo posto venne edificato un
fabbricato, esteticamente di pessima qualità, la cui presenza ha deturpato
notevolmente l’assetto primitivo di Piazza Umberto. E la collina è
scomparsa... |
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